< Commento all'intervista con William Rutledge, presunto CDR dell'Apollo 20 - di Luca Scantamburlo
line_sx2.gifUn fotogramma proveniente da <<APOLLO 20 ALIEN SPACESHIP ON THE MOON CSM FLYOVER>>, fonte: "retiredafb", YouTube

Un fotogramma proveniente da <<APOLLO 20 ALIEN SPACESHIP ON THE MOON CSM FLYOVER>>,
uno dei controversi filmati diffusi dal presunto William Rutledge. 

fonte: YouTube, diffuso dall'utente "retiredafb" il 24 Giugno 2007.



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COMMENTO ALL'INTERVISTA CON WILLIAM RUTLEDGE,
PRESUNTO CDR DELL'APOLLO 20





di Luca Scantamburlo



UFO Notiziario nr.70, in uscita nel mese di Agosto 2007, presenta un mio lungo servizio inclusa la traduzione in italiano dell'intervista concessami attraverso la Rete da "retiredafb (William Rutledge)", utente di YouTube e presunto ex pilota di test di volo di origine belga, scelto per un segreto viaggio sulla Luna avvenuto nell'Agosto 1976. Il vasto e variegato materiale diffuso su YouTube presenta contaminazioni audio e contiene probabilmente un falso (segnalatomi dal Portogallo). Tuttavia sto svolgendo delle approfondite ricerche, in collaborazione con un artista israeliano ed un cittadino americano.

Gli indizi in cui mi sto imbattendo suggeriscono che probabilmente almeno una missione spaziale segreta sulla Luna effettivamente ebbe luogo (per esplorare il misterioso ed enorme "oggetto" fotografato dagli equipaggi delle missioni Apollo 15 e 17), e che il presunto William Rutledge rientri effettivamente in un apparente progetto di disclosure, seppur non ufficiale.

L'Apollo 20 sembra così essere una tappa della cosiddetta "strategia della confusione" già discussa dal dr. Roberto Pinotti (un "rivelatore" diffonde elementi apparentemente autentici mescolati a falsi e contaminazioni), con la quale si stimola il pubblico al dibattito senza allarmarlo e senza condurre necessariamente a scomode domande rivolte alle Autorità. Alla fine, alcune informazioni vengono comunque veicolate ed il pubblico risulta sempre più allenato al confronto con l'ignoto e l'alterità massima.

Per quanto mi riguarda, continuerò a fare domande scomode (sempre con rispetto ed educazione) ad addetti ai lavori ed a personaggi storici. E mi auguro che chi di dovere, all'estero in Italia, si unisca presto al disclosure ufficiale già in atto, seguendo l'esempio del Centro Nazionale per gli Studi Spaziali di Francia, il quale dalla scorsa primavera sta declassificando i suoi dossier segreti sui fenomeni aerospaziali non identificati. 


© Luca Scantamburlo
12 agosto 2007

 
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