< Il cinquantenario dello Sputnik ed il futuro dell'esplorazione spaziale - di Luca Scantamburlo

ine_sx2.gifLa copertina del mensile Le Scienze, nr. 470 (ottobre 2007)

La copertina del mensile  Le Scienze, nr. 470 (ottobre 2007).
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La copertina del bimestrale Newton, nr. 4, 2007
La copertina del bimestrale
Newton, nr. 4, 2007.


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IL CINQUANTENARIO DELLO SPUTNIK ED IL FUTURO DELL'ESPLORAZIONE SPAZIALE




di Luca Scantamburlo



RASSEGNA

La stampa italiana specializzata in divulgazione scientifica festeggia il cinquantenario del celebre Sputnik 1, primo satellite artificiale ad essere messo in orbita dall?uomo (4 ottobre 1957). Una grande conquista spaziale, il cui merito va agli scienziati ed al Governo Sovietico di allora, che contribuirono a stimolare gli Americani nella conquista dei cieli.

 Le Scienze del mese di ottobre (nr. 470) presenta un ricco dossier sul ?futuro dell?esplorazione spaziale?, introdotto da un brillante articolo a firma del prof. Giovanni Fabrizio Bignami (Presidente dell?ASI).

  Oltre a rievocare i passi della conquista spaziale ed a gettare uno sguardo sulle possibili future tappe nell?esplorazione del Sistema Solare, il noto mensile che è l?edizione italiana di Scientific American presenta un servizio su ?Constellation?, il nuovo programma spaziale americano che prevede entro pochi anni il ritorno di un equipaggio umano sulla Luna, avente lo scopo di gettare le basi per una stazione lunare permanente.

 Lo scritto riccamente illustrato ? intitolato Verso la Luna e oltre, pagg.54-60 - è a firma di Charles Dingell, William A. Johns e Julie Kramer White. Significativa poi l?espressione usata da Michael Griffin (amministratore capo della NASA) per designare la nuova avventura spaziale a stelle e strisce: <<l?Apollo con un?iniezione di steroidi>> (pag. 55, ibidem).

  Newton Multimedia presenta in edicola lo speciale nr. 4 di Newton, interamente dedicato a 50 anni di conquista spaziale ed alle prospettive future. Il periodico bimestrale, con in copertina una suggestiva foto dell?astronauta Ed White durante la missione Gemini 4 (giugno 1965), consta di 146 pagine a colori suddivise in capitoli: Le origini; L?uomo nello spazio; La Luna; Razzi e navi spaziali; I satelliti e le sonde; Le stazioni spaziali; Il futuro.

  Uno speciale davvero ricchissimo, non solo di testi storico-tecnici e foto di repertorio, ma anche un?occasione per conoscere piccoli aneddoti della conquista spaziale: si ricorda per esempio il progetto militare Horizon dello U.S. Army (L?US Army voleva la Luna tutta per sé, pag. 64), un segreto progetto dell?Esercito americano (1959) per la costruzione di un avamposto lunare in grado di ospitare 10-20 soldati. Il box a due colonne pubblicato da Newton presenta anche una foto del compianto Colonnello Philip J. Corso, insieme al suo superiore: il Generale Arthur G. Trudeau.



BREVE COMMENTO AI DUE PERIODICI

Curioso il fatto che il nuovo programma della NASA per inviare un equipaggio sulla Luna si chiami proprio ?Constellation?, un nome in cui mi sono imbattuto il maggio scorso in un altro contesto; controverso, inquinato da inganni e contraddizioni, ma pur sempre attinente lo Spazio e l?astronautica (resta la possibilità che si tratti di una mera coincidenza).

  Riguardo allo studio del Progetto Horizon di cui parla Newton - i cui documenti ?secret? di 234 pagine mi risulta furono declassificati negli anni ?70 - mi permetto di spendere due parole sul colonnello americano agli ordini del Generale Trudeau il quale, come è giustamente ricordato nel pezzo, fu colui che impartì la direttiva per lo studio citato.

  Dopo la morte di Trudeau, l?ex ufficiale statunitense in congedo Philip J. Corso scrisse, alla fine degli anni ?90, uno sconcertante libro di memorie in collaborazione con William Birnes; un libro in cui si rivela come gli Stati Uniti ed il mondo intero abbiamo in realtà segretamente beneficiato degli studi di retroingegneria effettuati su diversi scafi alieni precipitati alla fine degli anni?40 nel Nuovo Messico (The Day After Roswell, Pocket Books ? Simon& Schuster Inc., 1997, edito in Italia con il titolo Il Giorno dopo Roswell, Futuro Ediz., 1998, Roma).

  Negli anni ?60 Corso fu responsabile dell?Ufficio Tecnologie Straniere al Dipartimento Ricerca e Sviluppo dell?Esercito. Alcuni anni fa la lettura del suo libro scosse addirittura un ex ministro: Paul Hellyer, a capo della Difesa canadese durante gli anni ?60. Egli ne rimase così impressionato da chiedere conferme ad un amico, un ufficiale Generale che ha chiesto l?anonimato: quest?ultimo gli ha assicurato la veridicità delle affermazioni contenute nel testo. Hellyer ha così iniziato una serie di conferenze in tutto il mondo per sensibilizzare l?opinione pubblica sui temi dell?esopolitica, e per spingere i Governi a rendere pubbliche le tecnologie extraterrestri che, a suo dire, ci potrebbero salvare dalla crisi energetica (vedi Cronache del marzo 2007, sito del Corriere della Sera).

  Altro fatto ricordato dallo speciale di Newton è il contributo dato dai primi astronauti: tutti piloti collaudatori aeronautici statunitensi. Da un successivo gruppo di piloti uscirono poi in seguito <<altri astronauti, molti dei quali destinati a grandi imprese come Fred Haise (Apollo-13) e Neil Armstrong che nel 1969 sarà il primo uomo a mettere piede sulla Luna. Prima di essere selezionato dalla NASA, Armstrong ha volato su aerei sperimentali dal 1955 al 1962 collezionando oltre cento missioni, di cui sette con l?X-15>>
pag. 28, Newton, ibidem.

  Già, decenni addietro diversi astronauti americani erano piloti di test di volo selezionati appositamente per viaggiare nello Spazio; una politica opposta a quella sovietica, che non chiedeva necessariamente ai suoi cosmonauti lo statuto di pilota.

© Luca Scantamburlo
9 ottobre 2007




NOTA
  Il defunto colonnello statunitense Philip Corso nel suo memoriale Il Giorno dopo Roswell parla in particolare di un solo scafo alieno precipitato nei pressi di Roswell (Nuovo Messico) nel 1947, sui cui resti gli Stati Uniti avrebbero condotto studi di retroingegneria, dal 1947 in poi. I primi anni '60 sono quelli a cui egli fa riferimento in quanto testimone-protagonista dell'avvio di tali studi nell'ambito dell'Esercito (U.S. Army). Tuttavia lavori di retroingegneria sembrano essere iniziati già alla fine degli anni'40, poiché i resti del mezzo furono divisi ed assegnati ai vari Dipartimenti delle Forze Armate americane. Lo stesso Corso lo indica nel suo libro, discutendo anche di altri mezzi aerospaziali non identificati abbattuti o caduti sulla Terra nei decenni successivi al crash di Roswell.
  Inoltre, ulteriori testimonianze e riscontri fanno riferimento a più scafi alieni (e non ad uno soltanto) che sarebbero precipitati nel Nuovo Messico alla fine degli anni'40.

© L. Scantamburlo
21 Ottobre 2007


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