< Il caso dell'astronomo francese - di Zecharia Sitchin

ine_sx2.gifIl sigillo accadico catalogato VA/243, conservato al Museo di Stato di Berlino

Il sigillo accadico vecchio di circa 4500 anni - catalogato VA/243 - e conservato al Museo di Stato di Berlino.

Nota di L.S.

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Il testo didascalico di Sky Telescope, aprile 2000
Il testo didascalico di
Sky & Telescope,
che riproduce la copertina della prima edizione (1976) de
The 12th Planet e le due illustrazioni della rivista.


Nota di L. S


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IL CASO DELLA TEIERA MALRIPOSTA





UNA SFIDA FALLITA AD UN ENIGMA DI ANTICA ASTRONOMIA


di Zecharia Sitchin



Sono stato gradevolmente sorpreso nell?incontrare un vecchio amico: la colorata copertina della prima edizione del mio primo libro The 12th Planet (Il dodicesimo pianeta, 1976), riprodotta nel numero dell?aprile 2000 di Sky & Telescope. La foto è stata fornita dall?astronomo E.C. Krupp per il suo articolo ?Lost Worlds? (Mondi perduti) a proposito delle fraintese predizioni dei funesti destini planetari (come quello del 5/5 2000).

  Quasi una pagina è poi dedicata ad un ?differente malinteso astronomico? ? ?i libri di Zecharia Sitchin in merito ad antichi coloni spaziali provenienti da un perduto ?dodicesimo pianeta? che in passato invase violentemente il nostro sistema solare?. Ammettendo (o lamentandosi?) che ?ingenui lettori siano persuasi da Sitchin che le tradizioni dell?antica terra Sumerica convalidino questa ricostruzione non ortodossa della storia del sistema solare?, l?articolo suggerisce in una didascalia a lato (vedi la riproduzione) che ?il caso di Sitchin trae origine da un sigillo cilindrico accadico del terzo millennio prima di Cristo; una parte di esso mette in evidenza una stella a sei punte circondata da undici punti di varia grandezza; Sitchin giudica che la stella simboleggia il Sole e che gli elementi più piccoli sono presunti pianeti, incluso il perduto dodicesimo mondo.?



L?imbarazzante antica rappresentazione

La mia inclusione in un articolo a proposito delle fraintese predizioni del destino (in cui non mi sono impegnato ? e questo non è il solo travisamento nell?articolo) è stata così una scusa per contrastare l?imbarazzante rappresentazione sul sigillo cilindrico VA/243 che avevo trovato al Vorderasiatisches Museum di Berlino (poi Berlino Est). Su questo sigillo, così come su molti altri, la ?scena mitologica? è decorata con simboli celesti ? in questo caso, ho suggerito, mostrando il Sole circondato da tutti i pianeti che conosciamo oggi, più la Luna e un pianeta in più transitante fra Marte e Giove, il pianeta chiamato NIBIRU dai Sumeri (vedi prima figura a fianco, NdT)

  La rappresentazione e la mia interpretazione hanno per questo imbarazzato gli astronomi per l?ultimo quarto di secolo, poiché non soltanto non è possibile per i popoli antichi aver conosciuto i pianeti dopo Saturno, ma non è possibile dire nulla a proposito di un ulteriore pianeta ancora non ammesso come ?pianeta sconosciuto?.

  La mia spiegazione fu che quella conoscenza fu fornita dagli Anunnaki (?Coloro che dalla Dimora Celeste vennero sulla Terra?) ? visitatori Extraterrestri sulla Terra ? è addirittura un più grande anatema all?establishment scientifico.

  Cosa fare allora con il sigillo cilindrico VA/243? Esiste, è autentico, è vecchio almeno 4500 anni, se non si accetta l?interpretazione di Sitchin ? allora cosa?



La ?Teiera? del Sagittario

Così ora, un quarto di secolo dopo che The 12th planet (Il dodicesimo pianeta) fu pubblicato, l?articolo di Sky & Telescope arriva in soccorso. Il testo a margine e le sue due illustrazioni offrono un?alternativa. Quella sulla destra dà ad intendere di mostrare la mia interpretazione del sigillo ? a colori, ma comodamente omettendo il pianeta chiave fra Marte e Giove ? L?altra mostra come i ?puntini? attorno all?oggetto centrale possono essere connessi ad ?assomigliare approssimativamente alla Teiera del Sagittario?:  La soluzione all?imbarazzante enigma della conoscenza antica, come affermato nella didascalia dell?articolo, è questa: La descrizione pittorica ?potrebbe rappresentare facilmente un pianeta luminoso ? come è Giove ? in mezzo a stelle familiari; infatti, la disposizione attorno all?oggetto simile ad una stella, assomiglia press?a poco alla Teiera del Sagittario?.

  E così, se l?oggetto centrale non è il Sole ma Giove (con cui gli antichi avevano familiarità) e gli oggetti circostanti non pianeti ma le stelle del Sagittario (con cui gli antichi avevano familiarità) ? gli Extraterrestri di Sitchin e Nibiru non sono necessari.



  Una teoria abile - ma basata su una teiera malriposta?



Una somiglianza approssimativa

Il Sagittario, una delle costellazioni zodiacali (ancor prima Sumera) fu chiamata PA.BIL (Il Difensore) da loro e fu rappresentata in antichità come un Arciere, un nome ed un?illustrazione mantenuti fino ad oggi. Ma alcuni astronomi moderni (mentre bevevano un tè del pomeriggio?) hanno deciso che la parte centrale del Sagittario assomiglia ad una teiera:

Un ?beccuccio? formato formato connettendo le stelle Al Nasi, Kaus Media e Kaus Australis (le stelle gamma, delta ed epsilon della costellazione);

Un ?manico? formato dalle stelle designate come zeta (Ascella), tau, sigma (Nunki) e phi; ed un ?coperchio? indicato da Kaus Borealis (designato lambda).

Quando queste otto stelle sono connesse da linee immaginarie, una ?teiera? sembra emergere (vedi ultima figura a fianco, NdT).



Bel tentativo - Ma un tentativo impossibile

Uno non ha bisogno di essere un astronomo per vedere che la ?teiera? imposta sull?antica rappresentazione (l?illustrazione di sinistra della rivista) è lontana dall?essere simile a quella celeste.

Ma uno potrebbe dover essere un astronomo per rendersi conto che la soluzione offerta non è soltanto improbabile ? è impossibile: Giove si muove attorno al Sole sull?eclittica (il piano delle orbite planetarie attorno al Sole); non si abbassa mai abbastanza nei cieli meridionali da apparire in mezzo (parole della rivista) alla Teiera!

  L?illustrazione del Sagittario che mostra la ?Teiera? indica anche la traccia eclittica, in cui Giove si muove. E NON POSSONO DUNQUE MAI INCONTRARSI!

  Giove, una volta ogni 12 anni circa, graffia la sporgenza più settentrionale del Sagittario; ma non arriva mai neanche vicino (in termini astronomici) alla Teiera, e non potrebbe MAI essere stato osservato "nel mezzo" della Teiera.  

  E così, persino dopo un quarto di secolo, "il malinteso di Sitchin" continua a porsi.

© Z. Sitchin
giugno 2000

Traduzione di Luca Scantamburlo (12 dicembre 2007) su permesso scritto di Zecharia Sitchin. © Z. Sitchin.



FONTE ORIGINALE:
http://www.sitchin.com/teapot.htm
The Case of the Misplaced Teapot
A Failed Challenge To An Enigma of Ancient Astronomy
by Zecharia Sitchin:

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