< Astronomia, Vaticano e vita extraterrestre, di Luca Scantamburlo, 2006
line_sx2.gifGeorge Coyne, former Director of the Vatican Observatory

George V. Coyne, teologo, matematico ed astronomo, Direttore dell'Osservatorio Vaticano (e quindi del VATT)
dal 1978 al 2006.

Cortesia Prof. G.V. Coyne.


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Una foto realizzata dal VATT;
Credit: VORG;
vedi il seguente link



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ASTRONOMIA, VATICANO E VITA EXTRATERRESTRE





di Luca Scantamburlo



Forse non tutti sanno che la spettroscopia stellare nacque grazie agli studi ed al lavoro di padre Angelo Secchi (1818-1878), un gesuita. E forse non tutti sanno che vicino a Roma sorge la Specola Vaticana, un osservatorio del cielo voluto nel 1891 da papa Leone XIII. I tentativi di riconciliazione con Galileo, dunque, partono da lontano, ben prima delle scuse ufficiali di Giovanni Paolo II.

Negli ultimi anni, inoltre, alcuni esponenti del Vaticano (soprattutto gesuiti impegnati nella ricerca astronomica), si sono pronunciati sulla ricerca esobiologica, affermando che se da qualche parte nel cosmo esistono esseri senzienti, essi sono nostri fratelli, e la loro esistenza non contraddice l'onnipotenza del Signore e non mette in discussione la centralità del messaggio evangelico di Cristo. In Italia monsignor Corrado Balducci (teologo e demonologo) è più volte salito alla ribalta per i suoi interventi ad incontri culturali e salotti televisivi, ove si è detto convinto della esistenza della vita extraterrestre intelligente, palesata più volte all'umanità attraverso il controverso fenomeno ufologico. Ma proprio in questi giorni un altro eminente teologo si è espresso in proposito.

Il numero 449 di gennaio 2006 della edizione italiana di Scientific American (Le scienze) ha pubblicato un intervista ad un uomo di scienza sui generis. Forse il migliore esempio vivente capace di coniugare senza problemi fede e sapere scientifico: padre George V. Coyne (Baltimora, 1933), gesuita e direttore della Specola Vaticana.  Dal 1978 egli dirige l'osservatorio astronomico del Vaticano. Oltre alla storica struttura di Castel Gandolfo (Roma), egli si occupa dell'équipe che gestisce il VATT (Vatican Advanced Technology Telescope), un sofisticato strumento da alcuni milioni di dollari ubicato sul Monte Graham, in Arizona. Tale gruppo di lavoro è conosciuto con l'acronimo di VORG (Vatican Observatory Research Group), ed è ospitato presso l'Università dell'Arizona, a Tucson. 

Nell'intervista concessa al mensile italiano diretto dal prof. Enrico Bellone (docente di storia della scienza all'Università degli Studi di Padova) non si parla di questo strumento per l'osservazione astronomica. Il tema del colloquio è il rapporto fra fede cristiana e scienza, e di come in passato questo rapporto sia stato problematico e sofferto. Tuttavia oggi ci sono i segni di una nuova recrudescenza. 
  Padre Coyne, matematico, filosofo, teologo ed astronomo (dottorato alla Georgetown University, nel 1962), racconta come è nato il fondamentalismo cristiano negli Stati Unitii.  Si riferisce soprattutto ai gruppi battisti ed evangelici, profondamente avversi all'evoluzionismo darwiniano e dai quali Coyne prende le distanze, soprattutto perché "nemmeno io sono ascoltato quando parlo con loro".

Alla fine dell'intervista egli sostiene come la scienza opera in un certo modo, utilizzando alcune metodologie d'indagine ed un certo linguaggio. Sull'universo, dal punto di vista religioso, le conclusioni "vanno al di là dei risultati scientifici." Sono cioè trascendentali. "Questo per me ovviamente." L'onestà intellettuale di padre Coyne è evidente. Egli sa, e lo afferma pubblicamente, che il suo credo religioso è una doxa (opinione). Anche l'epistemologia contemporanea (con Kark R. Popper), è arrivata alla medesima conclusione. L'apertura di padre Coyne sulla tematica extraterrestre si ha invece sulle pagine di un noto periodico free-press (Leggo), distribuito gratuitamente in Italia alle stazioni ferroviarie. In prima pagina, nel numero  odierno (27 gennaio 2006) la giornalista Stefania Cigarini riporta alcune affermazioni di Padre Coyne, in cui si dice che una vita extraterrestre autocosciente non metterebbe in discussione il messaggio di Gesù. L'extraterrestre sarebbe "nostro fratello".

È davvero strano come negli ultimi dieci anni ex (padre Malachi Martin è uno di questi) o attuali esponenti di spicco del Vaticano stiano aprendosi così liberamente su temi intriganti ma potenzialmente al centro delle prossime questioni geopolitiche. Sembra quasi che si stia preparando il terreno a delle rivoluzioni copernicane che, se non debitamente previste, potrebbero non essere comprese e addirittura rifiutate. E forse c'è anche l'esigenza da parte del Vaticano, agendo tramite vie ufficiose, di non farsi trovare impreparato ma in prima linea, accanto a tutte le più alte istituzioni, qualora accada qualcosa di imprevedibile.

Solo il tempo, che è galantuomo, potrà darci delle risposte. 


© L. Scantamburlo
27 gennaio 2006



AGGIORNAMENTO (maggio 2007)
  Il prof. Enrico Bellone (Tortona, 1938) citato nell'articolo, è attualmente professore ordinario di Storia della scienza e delle Tecniche presso la Facoltà di Scienze dell'Università degli Studi di Milano.

 
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