< Continuano i cambiamenti climatici nel Sistema Solare - di Luca Scantamburlo


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Le tre macchie sul pianeta Giove viste dalla Wide Field and Planetary Camera 2 dello Hubble Space Telescope
Le tre macchie sul pianeta Giove viste dalla Wide Field and Planetary Camera 2  dello Hubble Space Telescope.

Credit: NASA, ESA,  I. de Pater, M. Wong, (UC Berkeley), et al.


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Giove con le due macchie visto dallo HST nell'aprile 2006; Cortesia NASA
 


Giove con le due macchie visto dallo HST nell'aprile 2006.

Cortesia NASA

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CONTINUANO I CAMBIAMENTI CLIMATICI
NEL SISTEMA SOLARE




UNA TERZA MACCHIA - INDICE DI UN CAMBIAMENTO CLIMATICO INTERPLANETARIO - APPARE SUL PIANETA GIOVE


di Luca Scantamburlo



 La caratteristica ed inconfondibile Grande Macchia Rossa di Giove - la quale è grande quasi quanto il doppio del diametro della Terra - ha acquisito da alcuni mesi una nuova compagna atmosferica: una terza macchia si è infatti aggiunta, destando lo stupore di molti astronomi, alla cosiddetta "Red Spot Junior", osservata per la prima volta nel febbraio 2006, e la quale costituisce da allora la seconda macchia rossa visibile nell'atmosfera del celebre pianeta gigante.

  Tali due recenti tempeste - che si sono aggiunte alla storica e più grande conosciuta con l'espressione "The Great Red Spot" (nota da circa tre secoli) stanno suggerendo alla comunità scientifica che probabilmente ci si trova di fronte ad un repentino cambiamento climatico globale in atto sui giganti gassosi del Sistema Solare.
  Ne parla questo mese la prestigiosa rivista scientifica Coelum - nr.119 di Luglio-Agosto 2008 - alle pagine 28-29. Il titolo dell'articolo è <<Su Giove qualcosa sta cambiando>>, a firma del professor Claudio Elidoro, laureato in Astronomia e da anni articolista di Coelum. Nello scritto Elidoro afferma che

<< [...] Un'idea che circola da tempo fra i planetologi e che su Giove siamo in presenza di un vero e proprio cambiamento climatico globale. Secondo Philip Marcus (UC Berkeley), per esempio, ci si aspetta di assistere a variazioni termiche superiori a 10 gradi centigradi [...]>>


  In precedenza già la rivista Newton aveva affrontato la tematica con un approfondito servizio a firma di Andrea Giuliacci del Centro Epson Meteo, ed intitolato <<La serra interplanetaria. Temperature in crescita vertiginosa anche su Giove, Marte e Saturno, uragani e sconvolgimenti climatici ai confini del Sistema Solare...>> (Newton, nr.2, febbraio 2007), in cui si argomentava come fosse l'intero Sistema Solare ad essere sotto global warming, probabilmente a causa della recente anomala attività solare (in particolare per via della turbolenza del vento solare).
  Già allora si discuteva della comparsa della Giovane Macchia Rossa ("Red Spot Junior") e di altri improvvisi uragani sorti su altri pianeti: come su Saturno, dove al suo Polo Sud la sonda spaziale Cassini aveva ripreso un gigantesco uragano con venti superiori ai 500 chilometri orari. Non solo: nel servizio si metteva in luce come sul satellite Tritone di Nettuno è stato possibile registrare un incremento di temperatura di ben 7 gradi centigradi negli ultimi 17 anni.
  Ebbene, proprio nel comunicato stampa <<New Red Spot Appears on Jupiter>> rilasciato il 22 maggio 2008 dal team che lavora all'Hubble Space Telescope si dice testualmente che:

<<[...] the Hubble and Keck images may support the idea that Jupiter is in the midst of global climate change, as first proposed by Phil Marcus, a professor of mechanical eningeering at the University of California, Berkeley>>.
fonte: <<New Red Spot Appears on Jupiter>>, HubbleSite - NewsCenter, 05/22/2008

  Pertanto - stando a queste parole - le immagini dell'Hubble Space Telescope e dei telescopi Keck possono sostenere l'idea che Giove si trovi nel mezzo di un cambiamento climatico globale. Inoltre è probabile - secondo alcuni ricercatori fra i quali citiamo Ray Villard dello Space Telescope Science Institute di Baltimora e Robert Sanders, Mike Wong e Imke de Pater della Università della California di Berkeley - che la recente macchia rossa e la più grande siano destinate presto a fondersi, presumibilmente in agosto. Giove si sta surriscandando in fascia equatoriale, e raffreddando al Polo Sud.

  Se è vero - come ben spiegato da A. Giuliacci nel 2007 parlando di "riscaldamento interplanetario" - che la biosfera terrestre e l'atmosfera degli altri pianeti sono influenzati anche dalle variazioni di energia radiante emessa dal Sole, resta da capire quali fattori siano protagonisti nel determinare le anomalie dell'attività solare.
  Il contributo antropico al global warming sulla Terra è evidentemente soltanto un attore in gioco nei complessi campi della metereologia e della climatologia: persino il prof. Franco Prodi dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del CNR lo ha sottolineato, asserendo che:

<< [...] Hanno dato per scontato e misurato il contributo antropico all'aumento della temperatura. Ma non è così: è assai probabile che ci sia il contributo dell'uomo nell'aumento di temperatura.  Ma quantificarlo è, invece, il problema di questo secolo. E dare un messaggio distorto in questo senso è assolutamente nocivo perché blocca il desiderio dei giovani per la ricerca.>>
   fonte: <<Il fratello di Prodi protesta: "sbagliati i dati sul clima">>, di Alessandra Arachi per il Corriere della Sera, 15 settembre 2007, pag. 21.

  Che ci sia - azzardo io - qualche influenza esterna, magari determinata dalla presenza di un qualche oscuro corpo planetario ufficialmente sconosciuto alla moderna astronomia e che va interferendo sempre più con la dinamica gravitazionale ed elettromagnetica del Sistema Solare?

  Tanto ho scritto in proposito - soprattutto ispirato dal lavoro di altri - negli anni precedenti: rimando la lettrice ed il lettore curioso - con mente aperta e priva di pregiudizio - ai miei passati articoli ed alle mie interviste, qualora essi vogliano approfondire il mio punto di vista e le mie delicate inchieste.  

© Luca Scantamburlo
25 luglio 2008


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©  L. Scantamburlo - www.angelismarriti.it
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