La copertina di UFO Notiziario nr.70
(agosto-settembre 2007) dove è stata pubblicata (tradotta in italiano)
l'intervista a William Rutledge ("retiredafb") a firma di Luca Scantamburlo.
Dettaglio
della AS15-M-1333, ruotata verso sinistra; il cratere visibile
nell'immagine è quasi certamente "Izsak D", vicino al più grande
cratere Izsak (qui non visibile); l'enorme oggetto è orientato lungo
l'asse Nord-Sud della Luna.
Cortesia NASA/LPI
Una serie di fotogrammi tratti dal video <<ALIEN SPACESHIP ON THE MOON flyover bef. landing APOLLO 20>>
diffuso su YouTube da "retiredafb" il 4 maggio 2007; si notano i presunti numeri del Landing Point Designator collocato sui finestrini del Modulo di Escursione Lunare.
Il Landing Point Designator (L.P.D.) su un finestrino del Modulo Lunare Cortesia NASA
Le
possibili dimensioni dell'oggetto stimate da Salvatore Valentin
Carta (Argentina) su foto NASA: lunghezza 3370 metri,
larghezza 510 metri - (C) Salvatore V. Carta, 2007
COORDINATE LUNARI, COMUNICAZIONI RADIO, LANDING POINT DESIGNATOR E DIMENSIONI DEL MISTERIOSO OGGETTO
di Luca Scantamburlo
COORDINATE DI LATITUDINE E LONGITUDINE DEL MISTERIOSO OGGETTO
Nella
controversa questione dell'Apollo 20 ho cercato di capire se fossero
coerenti i dati di coordinate forniti nei sottotitoli del filmato
<<ALIEN SPACESHIP ON THE MOON flyover bef. landing APOLLO
20>>, caricato su YouTube dal presunto William Rutledge o dai
suoi collaboratori africani. Ebbene, i dati sono solo in parte coerenti
con la posizione del misterioso oggetto sigariforme adagiato sulla
faccia nascosta della Luna.
I sottotitoli dicono: Nose: 17.3 deg
S, 117.62 deg E; Cockpit: 17.25 deg S, 117.62 deg E; Base: 17.20 deg S,
117.62 deg E. Intanto sottolineo che è plausibile dare più coppie di
coordinate poiché l’oggetto da localizzare è gigantesco. Inoltre, ciò
che balza subito agli occhi è che la coordinata che varia è la sola
latitudine, mentre la longitudine rimane invariata. Questo significa
che chi ha preparato i sottotitoli al video, afferma implicitamente che
l’oggetto è appoggiato lungo l’asse Nord-Sud. Ci sono riscontri dalle
foto ufficiali NASA? Ho controllato e la risposta è affermativa.
L’oggetto è orientato proprio lungo l’asse Nord-Sud. Abbiamo tuttavia
un’incongruenza rispetto alla latitudine. I dati forniti da
“retiredafb” su YouTube ci indicano che l’oggetto dovrebbe avere la
“prua” (se con il termine inglese <<nose>> intendiamo la
prua) rivolta a sud rispetto alla poppa, posta più a nord.
Invece
le foto ufficiali scattate dall’Apollo 15 e 17 dicono il contrario: la
cosiddetta “prua” è a nord della poppa, quindi ha un valore di
latitudine inferiore. Infatti man mano che si scende rispetto
all’equatore lunare, cresce il valore di latitudine Sud in valore
assoluto (il valore si indica con il segno -, oppure si scrive il
valore numerico seguito da Sud). Può darsi che i valori forniti siano
esatti, ma in tal caso bisognerebbe assegnarli all’inverso rispetto
alle singole parti dell’oggetto. Ci chiediamo: questa incongruenza è un
semplice errore oppure è voluta? Altro dato interessante è costituito
dal fatto che i sottotitoli ci dicono che la base della presunta
astronave è sepolta nella polvere.
COMUNICAZIONI RADIO FRA VANDENBERG AFB E MODULO LUNARE LM-15?
Ora
veniamo alle pretese comunicazioni radio fra il LM-15 e la base di
Vandenberg (rimando il lettore alla mia intervista con W. Rutledge per
il significato della sintassi della presunta comunicazione – vedi UFO
Notiziario nr.70).
Ho ricevuto nei mesi scorsi con
grande piacere alcune educate e molto acute lettere critiche di un
giovane residente a Firenze: il neodiplomato diciannovenne Francesco
Faleg, che mi ha autorizzato a citarlo pubblicamente. Egli, a cui
faccio i miei più sinceri auguri per un brillante inizio di carriera
universitaria, mi ha scritto quanto segue:
<<[…] sono rimasto
colpito dal suo articolo relativo alla presunta missione "Apollo 20",
ma riflettendo e visionando i video (in particolare mi riferirò a
"Alien spaceship on the moon flyover bef. landing Apollo 20") mi è
sorto un dubbio: com'è possibile che l'Apollo 20 fosse in grado di
comunicare con la base di Vandenberg pur trovandosi del tutto coperta
dalla stessa Luna? Nessuna onda elettromagnetica avrebbe potuto
giungere sulla Terra, come si spiega? Anche se effettivamente non
ricevono risposta, gli astronauti si stanno rivolgendo alla base di
Vandenberg... a questo punto 1) o era presente un satellite
seleno-stazionario che permetteva le comunicazioni 2)
oppure gli astronauti stavano registrando ciò che osservavano (ma
perchè dire allora "Vandenberg"?) 3) oppure un falso ben
mascherato?>>
Dubbi importantissimi e legittimi che io non
mi ero ancora posto. Dai sottotitoli si evince che durante la discesa
del modulo lunare almeno in tre occasioni la base di Vandenberg si
sarebbe rivolta all’equipaggio del LM-15, il “Phoenix”, che avrebbe
avuto a bordo A. Leonov e lo stesso William Rutledge. Voglio però
sottolineare che proprio all’inizio dei presunti dialoghi si dice:
<<Vandenberg Twenty Tiros are good sound is one five>>. Ora
Tiros è l’acronimo per Television Infrared Observation Satellite, e si
tratta della sigla del primo satellite metereologico lanciato in orbita
polare dagli Stati Uniti (aprile 1960). La voce corrispondente della
Biblioteca del Sapere (Corriere della Sera – Rizzoli Larousse) ci dice,
al volume 21 della collana, che fra il 1° aprile 1960 ed il 1965
altri nove “Tiros” furono messi in orbita. Una serie di satelliti che
spalancò la strada ai successivi “Essa” e “Nimbus”. Tuttavia un altro
testo ci dice che un “Tiros” fu lanciato persino nel 1988, <<per
il controllo dello stato dell’ozono sui poli>> (L’esplorazione
dello spazio, ibidem, pag.45).
È possibile allora che una
costellazione di “Tiros” (adattati al caso) sia stata lanciata ai primi
anni ’70 per stazionare in orbita attorno alla Luna e consentire le
comunicazioni fra la Terra e un eventuale equipaggio allunato sulla
faccia nascosta della Luna? Se invece ciò o qualcosa di simile
(Francesco Faleg parla giustamente di un satellite “seleno-stazionario
che permetteva le comunicazioni”) non fosse stato fatto, allora è
evidente che i presunti dialoghi del filmato di YouTube non possono
aver avuto luogo.
FINESTRA DI LANCIO E PERIODO OTTIMALE PER L’ALLUNAGGIO
Veniamo ora al periodo del presunto allunaggio. Scrive sempre il nostro attento lettore Francesco Faleg:
<<
[…] La data della presunta missione è ugualmente oscura, nella sua
intervista retiredafb non risponde in modo diretto alle sue domande
(lei a un certo punto chiede quando avvenne il lancio, ma non ottiene
risposta alla fine). Tuttavia forse è possibile restringere
l'intervallo di tempo: si nota facilmente che la superficie è
illuminata almeno parzialmente ( lo si deduce anche dalle ombre) quindi
era un periodo in cui il lato nascosto della Luna era illuminato.
Questo trova perfettamente riscontro se si confrontano i luoghi e le
date dei vari allunaggi delle precedenti missioni con un banale
calendario delle fasi lunari: le missioni erano pianificate per avere
sempre luce solare disponibile, un ragionamento quasi ovvio. Ho
ottenuto questi dati attraverso il programma "Pianeti Lontani 5" della
Finson, un programma che permette di vedere le fasi lunari in tempi
anche lontani (come gli anni '70); in seguito li ho confrontati con i
luoghi di allunaggio consultabili qui http://nssdc.gsfc.nasa.gov/planetary/lunar/moon_landing_map.jpg
In breve la missione Apollo 20, nel caso sia esistita veramente, deve
essersi svolta in un periodo preciso, quando il lato nascosto aveva
luce e il lato visibile non ne aveva. Nell'Agosto 1976 possiamo
identificare una finestra di lancio adeguata. Presupponendo una durata
della missione di 4 giorni (possiamo ipotizzarla, data l'importanza
della missione) una luminosità ideale si sarebbe avuta allunando il
giorno Domenica 22 Agosto per poi ripartire giovedì 26 Agosto. Non
essendo preveggente, possiamo comunque indicare il periodo compreso fra
il 22 e il 27.>>
da una e-mail di Fracesco Faleg a L. Scantamburlo (2007).
A me pare d’aver inteso che l’Apollo 20 partì da Vandenberg il 16
agosto 1976. Quindi il modulo di Comando e Servizio ed il LEM avrebbero
raggiunto la Luna 3-4 giorni dopo, e dunque attorno al 19-20 agosto
1976, proprio in corrispondenza dell’inizio del favorevole periodo
individuato prima. Rutledge, inoltre, ha affermato che rimasero sulla
Luna per <<7 giorni programmati>> (UFO Notiziario, nr.70, agosto-settembre 2007, pag.50).
Poiché Francesco mi è sembrato un giovane onesto e molto in gamba, gli
ho gentilmente chieso di verificare se attorno o subito dopo la data
del 23 gennaio 1976 vi era un periodo di luce sulla faccia nascosta
della Luna. Si tratta della data di morte (che ho trovato in una
biografia on line) del presunto astronauta che, stando a quanto mi ha
rivelato Rutledge, avrebbe fatto parte dell’Apollo 19.
Ebbene Francesco, impiegando sempre il medesimo software <<Pianeti lontani 5>> della Finson SpA (per Windows 95/98), ha trovato che
<<[…]
Effettivamente, solo 2 giorni dopo, si verificavano le condizioni
ottimali per un allunaggio sul lato nascosto della Luna, poiché
Domenica 25 Gennaio approssimativamente i ¾ del lato oscuro erano
illuminati. Una condizione sufficiente, come dimostrato dalle
precedenti missioni, per poter allunare; il venerdì successivo, 30
Gennaio, si verificò un novilunio, quindi sull’altro lato era presente
la massima luminosità. Nel caso sia esistito, se fosse atterrato, il
modulo lunare avrebbe potuto rimanere sulla Luna fino a Mercoledì 4
Febbraio, limite massimo, sia ipotizzando le risorse disponibili, sia
considerando la luce sul nostro satellite. Ovviamente le date del
possibile allunaggio oscillano, poiché non possiamo sapere quale fosse
la posizione dell’Apollo il 23 Gennaio. Prima di trarre conclusioni,
bisogna comunque verificare la veridicità delle affermazioni ufficiali
sulla morte dell’astronauta del quale Rutledge le ha rivelato il nome.
Tuttavia esprimo alcuni dubbi al riguardo: sia Stephanie Ellis, sia il
suddetto astronauta, sia l’altro membro dell’equipaggio, se è vera la
storia, sono morti ovviamente lo stesso giorno; ma dubito che le
autorità abbiano indicato la stessa data su documenti ufficiali.
Sarebbe stato controproducente: tre astronauti che per cause
naturali (notare che erano tutti piuttosto giovani) muoiono lo stesso
giorno? Una coincidenza che, se emersa, avrebbe destato troppi
sospetti.>>
Le Autorità, aggiungo io, in
caso di incidente non avrebbero dovuto annunciare proprio niente perché
la stessa missione (classificata) non era stata annunciata ai mass
media. Inoltre la persona in questione che sarebbe deceduta con la
misconosciuta Stephanie Ellis ed il terzo membro dell’equipaggio, non
era un americano; fu una persona nota ed accreditata, addestrata a
volare nello Spazio ma specializzata in un ambito disciplinare non
ingegneristico o chimico-fisico. Non so se sia opportuno rivelare il
suo nome. Voglio prima almeno portare a termine le mie indagini giornalistiche ancora in corso.
LANDING POINT DESIGNATOR
Grazie ad un sito
web tedesco viene risolto il mistero dei numeri che scorrono sul video
del presunto sorvolo del LM-15. Si tratterebbe (se il filmato è
autentico) della presenza del cosiddetto Landing Point Designator, un
reale strumento applicato sui due finestrini triangolari del Modulo di
Escursione Lunare. Una foto che lo ritrae è visibile presso il sito
NASA: http://www.hq.nasa.gov/alsj/lpdin.jpg A proposito dei
numeri del L.P.D. Rutledge aveva affermato: <<[…]
Questi marchi sono su entrambe [...] le finestre, può verificarlo su un
sito della NASA. Per favore lo verifichi su un sito genuino della NASA,
(sono divampato quando qualcuno l'ha verificato sul film Apollo 13) i
contrassegni avevano uno speciale angolo di inclinazione. Se lei
controlla, lei avrà un'idea della mia precisa posizione durante questa
sequenza.>> (UFO Notiziario, risposta nr. 20-21, pag. 52).
Su questo aspetto tecnico Rutledge ha dimostrato una conoscenza
abbastanza approfondita, a prescindere dalla veridicità del filmato, ed
il suo invito a verificare su un sito della NASA è stato evidentemente
seguito da qualcuno. Sul sito tedesco, tuttavia, si esprimono
fortissime perplessità in proposito, e si considera il filmato non
compatibile con la reale presenza di tale strumento per effettuare un
corretto allunaggio.
Il saggista e giornalista Gianfranco Degli Esposti ha gentilmente tradotto per me la critica in lingua tedesca. Eccovi un passo della sua traduzione: <<Il
Landing Point Designator […] è un palese falso. Come dovrebbe muoversi?
Perchè viene filmato proprio attraverso il LPD situato sul margine
dell'oblò? Perchè si trova lì LPD? Vedasi il raffronto con:
http://www.hq.nasa.gov/alsj/lpdin.jpg Vi è qualcosa che non torna in
tutto ciò. (il LPD) Scompare di colpo nel bel mezzo del filmato, per
poi riapparire.>>.
Il LPD si trova in
corrispondenza dei due finestrini triangolari del Modulo di Escursione
Lunare della Grumman, e non dell’oblò che è invece una caratteristica
del Modulo di Comando e Servizio. Attaccando una telecamera al
finestrino non si vedrebbe la forma di esso. Legittimo invece chiedersi
perché nel filmato i numeri scompaiano all’improvviso. Può darsi che
ciò avvenga perché la seconda parte è non genuina, mentre a mio
giudizio ci sono maggiori probabilità che sia autentica la prima:
quella del sorvolo sopra la piana di Fermi.
L’AIR FORCE SPACE COMMAND NACQUE NEL 1982
Veniamo all’introduzione del filmato (un inganno) della “Città”. Vi
sono due emblemi: quello della NASA e quello dell’Air Force Space
Command. Ebbene, la missione Apollo 20 se autentica si svolse sotto
l’ala dell’USAF, poiché l’Air Force Space Command nel 1976 non esisteva
ancora. Nacque nel 1982, e guarda caso è proprio l’anno a cui si
riferisce William Rutledge nell’intervista quando parla del periodo in
cui furono realizzate alcune delle copie dei filmati in suo possesso
(vedi UFO Notiziario nr.70, pag. 49, risposta nr.9). Una semplice
coincidenza? Del resto Rutledge ha sempre nominato l’USAF e non l’Air
Force Space Command. Inoltre proprio questo video con tale emblema è
non veritiero.
LE DIMENSIONI DEL MISTERIOSO OGGETTO SULLA LUNA
Oltre a Francesco Faleg ringrazio pubblicamente l’argentino Salvatore
Valentin Carta il quale, su suo permesso scritto, mi consente di
diffondere il suo lavoro di ricerca sull’enigmatico dettaglio ritratto
dalle immagini NASA ufficiali delle missioni Apollo. S. V. Carta ha
lavorato sull’immagine dell’Apollo 15 catalogata AS15-M-1333. Usando i
software PixInsight, Envi 4.2, AutoCad e Photoshop SC2 ha stimato per
l’oggetto anomalo le seguenti dimensioni: una lunghezza di 3370 metri
(inclusa la parte eventualmente sepolta?) ed una larghezza di 510
metri. Mi pare d’aver capito che l’errore sui valori ottenuti è di una
cinquantina di metri (ma non ci giurerei). William Rutledge,
nei suoi commenti su YouTube, per l’astronave madre aveva parlato di
una lunghezza approssimativa di 4 km.
ERRATA
CORRIGE: In questo scritto, sopra riportato, il professor
Gianfranco Degli Esposti è stato definito per errore "giornalista". In
realtà alla data del presente scritto egli non è iscritto all'Albo.
Pertanto è più corretto parlare di collaboratore giornalistico. Mi
scuso con i lettori. L. Scantamburlo Ottobre 9, 2007
AGGIORNAMENTO
Ottobre 2008
Stimolato
da altri che hanno cercato di determinare le dimensioni del misterioso
e davvero imponente oggetto sigariforme adagiato sulla faccia nascosta
della Luna, ho personalmente trovato la seguente dimensione di
lunghezza: 4,80 km; si veda in proposito - per i dettagli sul ragionamento ed i mezzi utilizzati - il mio scritto in
inglese diffuso nell'anno 2007 ed intitolato: Apollo 19 and 20: New Clues and Revelations on the Case
di Luca Scantamburlo
Il
seguente testo (qui non integrale, in quanto privo di note, figure e
foto) è stato redatto come sinossi di studio e distribuito a mano da
Luca Scantamburlo - presente per l'occasione in qualità di
relatore - ai presenti del convegno
intitolato Ombre aliene sulla Terra e sulla Luna, convegno tenutosi
nella città di Lucca domenica 28 ottobre 2007
(organizzazione: Gruppo Ricerche Ufologiche SHADO, 7° Convegno
Ufologico
Toscano, “Città di Lucca”). L.S. ottobre 2008
IL CASO APOLLO 20: FRA INGANNI E VERITÀ
a cura di Luca Scantamburlo
Da alcuni mesi mi sto occupando di un caso intrigante e che si sta
rivelando molto controverso. L’estate scorsa la rivista UFO Notiziario
(nr.70, agosto-settembre 2007) ha presentato al pubblico italiano
un’intervista a mia firma e concessami in Rete da un utente di YouTube
chiamato "retiredafb” (William Rutledge), a suo dire presunto ex pilota
di test di volo di origine belga scelto come comandante dell’Apollo 20:
una segreta missione spaziale sulla faccia nascosta della Luna avvenuta
nell'agosto 1976 (lift-off il 16 agosto 1976, dalla Vandenberg AFB) –
con tecnologia NASA e sotto l’egida della U.S.A.F. (l’Aeronautica
militare statunitense). Il tutto in collaborazione con i Sovietici.
Oggi W. Rutledge avrebbe 77 anni e risiederebbe (con una nuova
identità) in Ruanda. Purtroppo non ho potuto controllare le sue
credenziali, né ho mai avuto uno scambio di posta elettronica (e-mail)
con il suddetto personaggio. Il vasto e variegato materiale
fotografico, audio e video diffuso su YouTube dal 1° aprile 2007 fino
al giugno scorso, presenta contaminazioni audio e contiene almeno un
elaborato inganno (il cosiddetto video della “City”), costruito
giustapponendo vecchio materiale documentale NASA con materiale di
provenienza ignota, e filmando il tutto spacciandolo per un girato
d’epoca di una pretesa E.V.A. Nondimeno “retiredafb” ci ha
presentato anche alcuni dettagli di autentiche foto NASA (di pubblico
dominio) e materiale apparentemente d’archivio ed inedito relativo ad
operazioni condotte presso piattaforme di lancio spaziale
nordamericane. Come ne è entrato in possesso ed a quali missioni esse
si riferiscono? Chi sono i presunti astronauti che si vedono in uno dei
filmati? (Quest’ultimo video oggi non è più disponibile perché è stato
rimosso dallo stesso utente). Essi sembrano privi della canonica
bandiera a stelle e strisce da sempre cucita sulla spalla delle tute
degli astronauti NASA. Possibile allora che si tratti proprio della
testimonianza di una missione spaziale classificata?
Attualmente sto svolgendo delle indagini a tutto campo in
collaborazione con un artista israeliano ed un cittadino americano che
si sono appassionati alla vicenda leggendo i miei articoli in inglese
che ho diffuso in Internet sin dalla fine di maggio 2007.
Gli indizi in cui mi sto imbattendo suggeriscono che probabilmente
almeno una missione spaziale segreta sulla Luna effettivamente ebbe
luogo per esplorare il misterioso ed enorme "oggetto" anomalo presente
sulla faccia nascosta del nostro satellite naturale, e visibile su
alcune foto panoramiche scattate dagli equipaggi delle missioni Apollo
15 e 17, all’inizio degli anni ‘70. Sono dell’opinione che il
presunto William Rutledge rientri effettivamente in un apparente
progetto di disclosure, seppur non ufficiale. Resta da capire il suo
ruolo e la sua identità, sulla quale per ora sospendo il giudizio. Alla
luce delle ultime riflessioni la possibilità di una colossale burla o
frode esiste ma è piccola, a mio avviso, per il fatto che proprio la
suddetta “gola profonda” ha indicato la presenza sulla Luna di un
misterioso oggetto dotato di simmetria ed apparentemente avulso dal
paesaggio. Che io sappia, in precedenza nessuno ne aveva mai discusso
pubblicamente in maniera così accesa ed approfondita. Anche
se il misterioso “retiredafb” si rivelasse un millantatore e le
missioni Apollo 19 e 20 da lui indicate non avessero mai avuto luogo,
l’anomalia lunare continuerebbe a persistere con il suo fardello di
domande. Naturalmente visti gli sviluppi del caso in me è
cresciuta man mano anche la sensazione che egli possa essere un
impostore (e di questo ho discusso anche nei nostri dialoghi privati),
ma l’enorme oggetto da egli indicato (documentato fotograficamente) e
la sua non indifferente conoscenza di aspetti tecnici del volo spaziale
del programma Apollo (compresi presunti retroscena storici poco noti
riferitemi come prova della sua identità) hanno contribuito a tenere
acceso in me il motore della curiosità e del dubbio.
Il caso Apollo 20 sembra così essere una tappa della cosiddetta
"strategia della confusione" già discussa dal dr. Roberto Pinotti (un
"rivelatore" diffonde elementi apparentemente autentici mescolati a
falsi e contaminazioni), con la quale si stimola il pubblico al
dibattito senza allarmarlo e senza condurre necessariamente a scomode
domande rivolte alle Autorità. Alla fine, alcune informazioni vengono
comunque veicolate ed il pubblico risulta sempre più allenato al
confronto con l'ignoto e l'alterità massima. Vi
presento in queste pagine alcune note, riferimenti e coordinate per
orientarvi in questo complesso caso. Mi auguro che vi siano d’aiuto per
formarvi una Vostra opinione e darvi lo spunto per ulteriori
approfondimenti che potrete compiere in autonomia e/o consultando amici
ed addetti ai lavori, non solo del campo ufologico, ma anche di altre
discipline ed ambiti.
Se veramente viviamo nella società della
conoscenza e della comunicazione globale, governata da nuovi paradigmi
del sapere, siamo allora tutti chiamati alla formazione ed
all’educazione delle nuove generazioni che, ci si augura, sappiano un
giorno edificare un domani meno conflittuale; e siano preparate a
confrontarsi con le alterità massime.