C. Barbato, freelancer, durante un
convegno a Casier di Treviso,
18 marzo 2006.
Foto di L. Scantamburlo .
Il Generale D. Eisenhower
- in seguito Presidente degli U.S.A. -
qui ritratto al Quartier generale Alleato (Europa, Febbraio 1945)
Cortesia N.A.R.A.
(National Archives and
Records Administration)
Foto satellitare della base di Edwards (California), fino al 1950
Base Aerea di Muroc. La base fu rinominata in onore del pilota di test
di volo Glen Edwards (5 Marzo 1918 – 5 Giugno 1948), capitano
della U.S. Air Force deceduto nel corso di un test della celebre "ala
volante" Northrop YB-49.
Cortesia NASA
Riproduzione -
autorizzata da Cristoforo
Barbato - di alcuni fotogrammi del "Jesuit Footage" realizzato dalla
presunta sonda spaziale Siloe, oltre l'orbita di Nettuno. Per la
pubblicazione scrivere a:
c.barbato@secretum-omega.com
Monsignor
Corrado Balducci a Parma durante un simposio di esobiologia
organizzzato dall'associazione culturale "Galileo", 9 aprile 2005.
Una foto del Vatican Advanced Technology Telescope
(VATT), costruito all'unizio degli anni '90 sul Monte Graham (Arizona);
esso opera come sito osservativo del Mount Graham International
Observatory (MGIO).
Credits: Vatican Observatory Research Group (V.O.R.G.) e
Università dell'Arizona (Tucson, USA)
"Molti vogliono sapere solo per
curiosità [...] ma dimenticano che il sapere porta con sé anche la
responsabilità." Papa Giovanni Paolo II
Fulda, Germania, 1980
Nel 2000 lavoravo a Roma in qualità
di redattore della rivista “Stargate”, dove pubblicai una serie di
articoli inerenti le mie ricerche sulle apparizioni di Fatima e il
famoso Terzo Segreto, i vari misteri coinvolgenti il Vaticano nonché le
possibili implicazioni aliene delle stesse apparizione portoghesi
avvenute nel 1917.
In seguito alla pubblicazione
iniziai a ricevere una serie di e-mail da un personaggio che si
definiva un “insider” del Vaticano, il quale fu spinto a contattarmi
(anche se in maniera anonima sporadicamente lo aveva gia fatto in
precedenza) perché attratto proprio dalle mie ricerche inerenti
l’inchiesta sulle apparizioni di Fatima, e non solo. Dalle lettere,
inviatemi da questo personaggio, emergeva che il Vaticano annoverava
una struttura d’intelligence, chiamata dal mio interlocutore Servizio
Informazioni del Vaticano (in breve SIV). Nelle mail erano contenute
delle informazioni interessanti, ed in una di esse mi fu preannunciato
che molto presto avrei ricevuto del materiale tra cui un video, fattomi
recapitare in seguito per posta, inerente l’osservazione del presunto
decimo pianeta in avvicinamento al sistema solare. La ripresa sarebbe
stata effettuata da una sonda spaziale inviata nello spazio remoto,
facente parte di un programma spaziale avviato nei primi anni ‘90,
denominato “Sìloe”.
Da tali indicazioni e non solo, ho
capito che lo scrivente era a conoscenza d'informazioni di gran lunga
più dettagliate di quelle rilasciatemi per iscritto.
Per un
anno circa vi furono contatti informali via e-mail e per posta, nei
quali mi rivelò di essere un Gesuita membro del SIV e di lavorare a
Roma presso alcune strutture della Santa Sede, cosa che in seguito
verificai essere vera, informandomi a sua insaputa. In seguito e con
una certa difficoltà riuscì ad avere un primo incontro fisico in un
luogo pubblico della capitale, dove iniziò a rivelarmi alcune
informazioni.
L’incontro, avvenuto nel 2001, fu voluto
fortemente da me, in quanto "conditio sine qua non" per il
proseguimento dei nostri contatti, dato che fino ad allora il mio
atteggiamento, nonostante il videotape, fu contraddistinto da un ovvio
scetticismo e diffidenza nei suoi confronti.
Fu in quella
occasione che i miei dubbi si dissiparono, quando mi mostrò le sue
credenziali, alcune delle quali corrispondevano in buona parte con
quanto da me precedentemente appurato. Inoltre mi rivelò di usufruire
di un’autorizzazione alla supervisione denominata ‘Secretum Omega’, che
è la più alta categoria di classificazione di segretezza in Vaticano
equivalente al 'Cosmic Top Secret' della Nato.
Il dialogo
si svolse sottoforma di continue domande e risposte, in quanto durante
l’ultima comunicazione era stato concordato che avrei posto delle
domande ben precise. Difatti avvenuto l’incontro il Gesuita ribadì tale
impostazione del dialogo anche se, nonostante il mio
desiderio di
porre svariate domande e il poco tempo a disposizione, alcune sue
risposte hanno ovviamente stravolto l’impostazione originaria di alcuni
quesiti.
Tuttavia la conversazione che segue anche se
costituisce la summa di quanto rivelatomi non è del tutto completa, in
quanto alcune informazioni e dettagli aggiuntivi, ricevuti sia in
precedenza che in seguito all’incontro, ho preferito non rivelarli,
almeno per il momento.
[Barbato]Come è entrato a far
parte del S.I.V.?
[Gesuita]
Il S.I.V. annovera elementi provenienti da diverse realtà, tutte
strettamente connesse alla Chiesa e composte soprattutto, almeno nella
parte dirigenziale, da sacerdoti in maggioranza aderenti all’ordine dei
Gesuiti, monaci Benedettini e Religiose; in tutto poco più di un
centinaio di elementi. Possono sembrare pochi ma non è così se si
considera che in ogni parte del mondo dove c’è un sacerdote o una suora
c’è una potenziale fonte d’informazioni preziose. Altri elementi sono
stati, e tutt’oggi, sono seguiti in ambienti ed istituzioni a carattere
laico interne alla Chiesa come ad esempio: associazioni a carattere
umanitario, schieramenti politici vicino alla Santa Sede, movimenti
cattolici giovanili, ecc. Il mio iter è stato molto simile a questo. In
sintesi gli elementi come me sono stati segretamente seguiti,
indirizzati e formati secondo determinati criteri noti in certi
ambienti. Ognuno di noi oggi si rende conto di aver avuto in passato un
suo “angelo custode” nonché mentore, successivamente.
[B] Potrebbe fornirmi
maggiori elementi sul S.I.V.? Perché è stato creato, da quanto tempo
opera...
[G]
La struttura è top secret ma per ora posso dirle che è organizzata in
maniera analoga alle altre strutture d’intelligence come CIA, MI6 l’ex
KGB ecc. Non ha una sede ufficiale fissa ma sceglie di volta in volta
un sito dove riunirsi, in strutture però sempre sotto la giurisdizione
della Città del Vaticano. Da un punto di vista cronologico la scintilla
che ha innescato l’avvio di tale organizzazione scaturisce da un evento
avvenuto nella prima metà degli anni ‘50 negli Stati Uniti, per
l’esattezza nel Febbraio del 1954. L’evento in questione fu l’incontro
di una delegazione aliena avvenuto in California nella base di Muroc
Airfield (divenuta poi la sede della base aerea di Edwards)
con
il presidente Dwight Eisenhower e a cui presenziò l’allora Vescovo di
Los Angeles James Francis McIntyre. L’incontro venne opportunamente
filmato dai militari con tre cineprese 16mm, dislocate in vari punti,
caricate con pellicola a colori e motore con caricamento a molla;
quest’ultima soluzione piuttosto scomoda, perché costringeva ogni
operatore a cambiare bobina ogni 3 minuti circa di ripresa, fu
necessaria in quanto in presenza degli alieni e delle loro astronavi i
motori elettrici delle cineprese più grandi non riuscivano a
funzionare. Furono girati in tutto sette rulli da trenta metri, per un
totale di circa venti minuti di ripresa. Al termine dell’incontro ogni
membro della delegazione terrestre giurò solennemente di non rivelare a
nessuno quanto visto e sentito degli alieni. Non mi chieda che fine ha
fatto il film perché credo che conosca già la risposta. Comunque, nei
giorni a seguire McIntyre, probabilmente contrariato per aver prestato
un giuramento che in coscienza riteneva iniquo, partì di gran fretta
per Roma al fine di incontrare il Santo Padre Pio XII per riferirgli
dell’incredibile evento. Ma il Vescovo McIntyre per poter giungere in
Italia doveva effettuare uno scalo prima a New York per poi ripartire
alla volta di Roma, il tutto con l’ausilio di un aereo privato. Il
velivolo decollato in un primo momento da Los Angeles dopo circa un’ora
e mezzo di volo a causa d’improvvisi problemi tecnici fu costretto ad
atterrare nel cuore della notte su una pista dell’aeroporto “Skyhaven”
sito a Las Vegas. Durante il periodo necessario alla riparazione
dell’aereo, circa un’ora e mezzo, salì sull’aereo un personaggio che
chiese di conferire con il Vescovo. L’uomo che mostrò credenziali
militari delle forze armate USA ,era un colonnello dell’USAF, fu
ricevuto da McIntyre. La conversazione durò circa venti minuti durante
i quali quest’uomo diffidò il Vescovo dal riportare con esattezza tutta
la vicenda a cui aveva assistito, in quanto l’intera questione aliena
era già oggetto di studio e controllo da alcuni anni e che doveva
essere d’esclusivo appannaggio dell’USAF. Il militare sottolineò che il
Presidente aveva chiesto solo un parere di carattere spirituale e
soprattutto di discernimento in quella situazione assai anomala e che
il giuramento non si riferiva soltanto ad una possibile divulgazione di
un tale evento al mondo intero ma che si estendeva anche al Santo
Padre. Non ultimo il problema delle infiltrazioni di spie sovietiche
all’interno dello stesso Vaticano. Il Vescovo rispose che era suo
preciso dovere riferire al Papa di tale incredibile evento. Oggi si è
propensi a pensare che quel guasto fu voluto preventivamente per dar
luogo a quest’incontro, organizzato da alcuni militari probabilmente
all’insaputa dello stesso Eisenhower. Prima di congedarsi il militare
disse al Vescovo che la scelta di riportare quella notizia a Roma
avrebbe creato seri problemi e a lui personalmente sarebbe potuto
costare molto. Tra l’altro, quanto di quell’incontro con gli alieni
fosse stato predetto in qualche messaggio di carattere divino non c’è
dato sapere. Due giorni dopo il Pontefice Pio XII ricevette il Vescovo
McIntyre. Dopo aver meditato molto sulle implicazioni che avrebbe
potuto avere un rapporto esclusivamente militare con gli alieni, il
Papa decise di istituire un servizio d’informazioni segreto con una
denominazione sulla falsa riga del servizio d’informazioni militare
fascista, il SIV appunto, che avrebbe dovuto raccogliere tutte le
informazioni possibili sulle attività delle entità aliene e sulle
informazioni che su di esse avrebbero raccolto gli americani. Era di
fondamentale importanza tenere aperto il canale di comunicazione con il
presidente Eisenhower. Il SIV sostanzialmente venne costituito per
acquisire e gestire tutte quelle informazioni riservatissime che
riguardavano soprattutto la tematica extraterrestre coordinandosi con
le altre strutture d’intelligence di altri paesi. La neonata struttura
si proponeva fondamentalmente di gestire gli aspetti dal punto di vista
morale, filosofico, etico e religioso.
[B] Cos’è che
ha fatto pensare a
Pio XII che i militari americani avrebbero condiviso informazioni così
delicate con il Vaticano? Come la mettiamo con il militare incontrato
all’aeroporto di Las Vegas?
[G] Vede, essere convocati
dal presidente degli USA nel cuore della notte per un aiuto ed un
supporto spirituale in una situazione che potremmo definire unica nella
storia dell’uomo moderno, credo sia solo segno di stima e fiducia. A
conferma di ciò le dico che una volta tornato negli Stati Uniti
McIntyre e l’Arcivescovo di Detroit Edward Mooney in un secondo
momento, furono i principali coordinatori delle operazioni di passaggio
delle informazioni al Vaticano. Gli eventi però presero una piega
inaspettata in quanto lo stesso McIntyre ed altri esponenti del SIV
iniziarono ad avere degli incontri diretti, in assenza e all’insaputa
dei militari, con una razza aliena di tipo nordico, apparentemente
positiva, proveniente dalle Pleiadi; questi alieni misero in guardia
dagli esseri che erano stati incontrati in precedenza dagli americani
nel deserto della California. Questi incontri con esponenti del SIV si
verificarono più volte negli USA e due volte anche all’interno dei
Giardini Vaticani presso la Pontificia Accademia delle Scienze, alla
presenza dello stesso Papa Pio XII.
[B]
Allora, quello che asserì Padre Pio da Pietralcina sull’esistenza
d’esseri viventi in altri mondi che non avevano peccato e che per tale
motivo hanno raggiunto un grado evolutivo elevatissimo, è vero?
[G]
Certamente, ma questi esseri a cui adesso si riferisce vivono su un
piano dimensionale, se così si può dire, diverso pur non essendo angeli
nel vero senso della parola, mentre gli alieni nordici di cui ho
parlato sono esseri in carne e ossa, che seppure molto evoluti da un
punto di vista tecnologico e spirituale hanno la loro corporeità.
Queste creature asserirono di aver scoperto nella Chiesa Cattolica, o
più precisamente nel messaggio Cristico, la presenza autentica di Dio e
si dichiararono disponibili alla collaborazione per il bene
dell’umanità. Fu proprio questa affermazione da parte di questi esseri
che convinse Pio XII a collaborare con loro, considerandoli addirittura
autentici convertiti alla fede cristiana. Probabilmente il Pontefice
pensò che la Chiesa Universale doveva cominciare ad estendere il suo
messaggio anche ad esseri provenienti da altri mondi. Comunque sia,
questi alieni negli anni a seguire furono d’aiuto determinante per la
Chiesa di Roma nel portare avanti specifici compiti nel mondo. In
particolare intervennero in determinate situazioni di carattere
politico e sociale di portata mondiale (su questo punto invito a
rileggere quanto scritto a suo tempo dal console Alberto Perego in
alcuni dei suoi libri, NdA). In seguito anche Papa Giovanni XXIII
beneficiò dell’appoggio di questi esseri che avevano sposato la causa
Cristiana ma preferì rendere sempre comunque il merito a più vaghi
“interventi angelici”. Papa Giovanni aveva ereditato, se così si può
dire, un accordo di collaborazione tra la Santa Sede e gli alieni
positivi di razza nordica stipulato con il predecessore. La cosa andò
avanti per tutta la durata del pontificato di Roncalli il quale però
aveva più volte espresso ai vertici del SIV il suo disappunto per
l’estrema fiducia che si stava riponendo in quelle creature, tanto che
oggi si è portati a pensare che uno dei motivi che diede il via al
Concilio Ecumenico Vaticano II sia stata proprio la necessità di fare
un primo e concreto passo verso il rinnovamento della Chiesa, anche in
vista di un possibile ed imminente “contatto”.
[B]
In riferimento a questi interventi o ‘mediazioni celesti’, possiamo
includere anche il presunto incontro avvenuto nel 1963 tra il
contattista americano George Adamski e il Papa?
[G] Ci
stavo proprio arrivando. Adamski incontrò realmente il Papa. Si recò a
San Pietro una volta soltanto per incontrare l’allora Pontefice il
quale aveva già deciso che la Chiesa non doveva più intrattenere
rapporti diretti e collaborazioni con gli alieni, seppur positivi.
Giovanni XXIII riteneva inoltre inaccettabile che una simile relazione
fosse rivelata al popolo cristiano. Il compito affidato dagli alieni ad
Adamski fu quello di tentare un estremo ed ultimo accordo con il
Pontefice ormai morente. Egli fu un messaggero per conto
degli
stessi esseri che incontrarono Pio XII. Queste entità incaricarono lo
stesso Adamski di consegnare al Papa un dono; quest’ultimo, che
conteneva una sostanza liquida che avrebbe fatto sparire in pochi
giorni l’eteroplasia gastrica da cui era affetto, peggiorata in quelle
ultime ore da una peritonite acuta. Il Papa non bevve quella sostanza;
disse in punto di morte guardando il Crocefisso; “Quelle braccia
allargate del Cristo sono state il programma del mio pontificato. Un
pontificato umile e modesto quanto volete, ma di cui mi sono assunto
tutte le responsabilità. Sono contento di quello che ho fatto e di come
l’ho fatto....”. Tuttavia questo gesto da parte degli alieni fece
concludere al Papa, con quel poco di lucidità ed energie che gli erano
rimasti, che questi “fratelli del cosmo” avrebbero potuto condurre
un’attività sicuramente positiva e benevola verso l’umanità ma che
avrebbero dovuto operare autonomamente e distintamente alla Chiesa e,
in generale, dall’operato dell’uomo che, con la preghiera, agisce
secondo la Legge di Dio e, in particolare, sotto l’azione dello Spirito
Santo. Con il tentativo di Adamski terminò il rapporto diretto tra
queste creature ed il Papa stesso e i suoi successori, i quali
fidandosi dell’illuminazione di Giovanni XXIII stabilirono che non era
più opportuno avere rapporti diretti. Successivamente in un manoscritto
riservato di Papa Roncalli per il suo successore, con allegato un
dossier riservato sul S.I.V., il Pontefice menzionò un passo del
Vangelo che chiudeva e spiegava chiaramente l’atteggiamento della
Chiesa nei confronti degli esseri positivi provenienti da altri mondi:
Dal Vangelo secondo Marco ( 9, 38 e seg)
In quel tempo, Giovanni rispose a Gesù dicendo: "Maestro,
abbiamo visto uno che scacciava i démoni nel tuo nome e glielo abbiamo
vietato, perché non era dei nostri". Ma Gesù disse: "Non glielo
proibite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e
subito dopo possa parlare male di me. Chi non è contro di noi è per
noi. Chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché
siete di Cristo, vi dico in verità che non perderà la sua
ricompensa".
Il senso, in estrema sintesi,
è che la presunta attività positiva di questi alieni, che avevano
aderito al messaggio cristico, non doveva essere ostacolata, ma
“benedetta”, doveva essere però un’attività disgiunta e parallela a
quella della Chiesa. Gli alieni di conseguenza erano da considerarsi
alla stregua dello straniero che guarì nel nome di Cristo, e questi non
gli impedì di farlo. In tal senso andrebbe inserito il discorso che il
neo Pontefice, insediatosi al defunto Pio XII, fece il 5 Aprile 1961
quando rivolgendosi alla folla riunitasi in Piazza San Pietro per
l’udienza generale disse: “alcune voci che prima ci erano ignote. Ma si
tratta sempre di voci che dal cielo scendono sulla Terra, voci che
hanno il riflesso dell’onnipotenza del Padre Celeste”.
[B]Parliamo dei suoi
incarichi in seno al SIV.
[G]
I miei incarichi erano di carattere puramente tecnico, i più importanti
erano ad esempio ricevere informazioni segretissime provenienti da un
radiotelescopio del Vaticano situato in Alaska e girarle ai rispettivi
destinatari…
[B]Un attimo solo, ma di
quale radiotelescopio sta parlando? Non sapevo
che il Vaticano possedesse una struttura del genere in tale area
geografica.
[G] Il
Vaticano possiede e gestisce un radiotelescopio avanzatissimo, che
adotta sistemi e tecnologie all’avanguardia, gestito solamente da
personale appartenente all’ordine dei gesuiti e che è ubicato
all’interno di un impianto industriale per il recupero del petrolio,
apparentemente dimesso, sito nello stato americano dell’Alaska. Il
complesso è mimetizzato perché ufficialmente le attività che vi si
svolgono non sono le stesse della struttura del VATT in Arizona e sono
coperte dal massimo segreto.
[B]
Quando è stato costruito tale apparato e soprattutto con quali finalità
visto che il Vaticano annovera già altri siti astronomici in varie
parti del mondo?
[G]
Quello che posso dire è che è stato costruito nel 1990 con lo scopo di
studiare i corpi celesti ‘anomali’ in avvicinamento alla terra,
analogamente a quanto fatto per esempio dalla CIA, che tra i tanti suoi
‘occhi segreti’ annovera il telescopio gemello di Hubble, SkyHole 12.
Inoltre il SIV fu avvisato durante gli incontri con Pio XII
dell’avvicinamento di un corpo celeste al sistema solare ospitante una
razza aliena evoluta e molto bellicosa. Seppi ben presto che
il
materiale che dovevo ricevere qui a Roma ed elaborare al computer era
molto interessante e segretissimo. Fu durante l’elaborazione di alcuni
dati e informazioni provenienti da questo radiotelescopio che una sonda
inviata nello spazio remoto, inserita all’interno di un programma di
esplorazione spaziale avviato nei primi anni ‘90 denominato SILOE,
aveva fotografato un pianeta di dimensioni enormi in avvicinamento al
sistema solare. I dati furono ricevuti in Alaska nel mese di ottobre
del 1995. Qui cominciarono i miei problemi. Scoprii che non dovevo
decrittare io i dati provenienti da quella sessione di trasmissione e
si creò una situazione pericolosa. Fu allora che il mio referente mi
rivelò che all’interno del Vaticano erano conviventi due fazioni che si
contendevano la gestione di un tipo di informazioni con un livello di
segretezza di gran lunga superiore al TOP SECRET.
[B] Potrebbe fornirmi
ulteriori dettagli sul programma spaziale SILOE? Chi ha progettato la
sonda, da dove è stata lanciata…
[G]
La sonda denominata “Siloe” prende il nome proprio dall’omonimo
programma di esplorazione spaziale avviato nei primi anni ‘90. Inoltre
posso aggiungere che il programma Siloe è a sua volta inserito in un
altro e più vasto programma, denominato Kerigma. (Sulla natura di
quest’ultimo e degli altri sottoprogrammi che lo compongono non mi e
stato rivelato nulla, NdA). Per ora posso solo dirle che la sonda è
stata assemblata presso l’Area 51, disponeva di un motore a impulsi
elettromagnetici e, una volta completata, fu collocata in orbita da un
velivolo del tipo Aurora. La sonda non disponeva di calcoli e
preindicazioni sulla traiettoria e ubicazione precise di Nibiru, per
cui il suo scopo era di approssimarsi al pianeta correggendo la rotta
il più possibile per poi riavvicinarsi al Sistema Solare ad una
distanza tale da poter trasmettere dati e immagini al radiotelescopio
segreto posizionato in Alaska. La sonda venne lanciata una volta
ultimato il radiotelescopio ed effettuò la trasmissione delle riprese
nel 1995.
[B] Quanto da
lei affermato mi spinge a rammentare alcune delle teorie formulate dal
ricercatore Zecharia Sitchin in merito al noto 12° pianeta e di un suo
futuro ritorno. Conosce tali studi?
[G]
Si, almeno negli aspetti principali; ciò che posso dirle di sicuro è
che il S.I.V. in collaborazione con la Lockheed Martin inviò quella
sonda che realizzò le immagini da me elaborate. Si tratta di un corpo
celeste molto grande che nel giro di tre anni al massimo, a partire dal
2001, farà “sentire” la sua presenza all’interno del sistema
solare.
[B] In che modo ha avuto
accesso a simili informazioni?
[G]
Attualmente usufruisco di un’autorizzazione alla supervisione
denominata ‘Secretum Omega’. Questa è la più alta
classificazione
di segretezza in Vaticano, equivalente al 'Cosmic Top Secret' della
Nato. Esso è suddiviso in tre livelli d’informazione: dal meno
dettagliato Secretum Omega livello III al Secretum Omega livello I che
è il più completo. Il mio compito attualmente è di formare nuovi
elementi del S.I.V. e di avviarli all’uso dei sistemi di comunicazione
propri di tale organismo.
[B] In Italia le
informazioni raccolte dal radiotelescopio in Alaska come giungono?
[G]
In Italia esistono impianti radio e antenne unitamente a due satelliti
geostazionari sopra l’Italia stessa di una compagnia di
telecomunicazioni americana, la Sprint International, che ha parabole
nel nord e nell’estremo sud dell’Italia. Tale compagnia ha un contratto
speciale con il SIV e su un canale riservato invia e riceve dati
cifrati con un algoritmo di crittografia riservato e personalizzato, in
uso dal 1994. Prima il SIV usava un sistema di crittografia ideato da
una società svizzera che in seguito fu abbandonato, perché uno dei
membri di questa società lo rivendette clandestinamente agli
israeliani. Altre informazioni di carattere tecnico per ora non posso
fornirle.
[B] Vorrei
porle una domanda su un noto religioso italiano legato alla Chiesa, mi
riferisco a Monsignor Balducci che ha pubblicamente rilasciato
determinate affermazioni sulla tematica extraterrestre. Balducci per
caso opera in accordo con il S.I.V.? È a conoscenza della sua
esistenza?
[G] Sicuramente Padre Balducci ha condotto i
suoi studi e le sue ricerche in maniera totalmente autonoma senza
seguire alcun tipo di programma stabilito in precedenza. Nelle sue
ricerche non è mai stato ostacolato, anzi in qualche circostanza è
stato in un certo modo incoraggiato.
[B]
Un attimo solo, mi è sembrato di aver capito dalle sue parole che
esisterebbe un programma di divulgazione. È, forse, per tale ragione
che ha deciso d’incontrami e rivelarmi tali informazioni?
[G]
Siamo -schegge impazzite- secondo il sistema, ma consapevoli che certi
eventi che stanno per verificarsi coinvolgeranno tutti gli esseri
viventi del pianeta, nessuno escluso. L’umanità intera in questa
attuale fase storica sta vivendo un periodo molto particolare e
strettamente collegato ad alcuni eventi ‘chiave’ contenuti nel libro
dell’Apocalisse. Il genere umano deve affidarsi completamente al
messaggio di salvezza e di redenzione di Cristo, quello che San Paolo
ha definito il Kerigma, quello che Giovanni Paolo II cerca di portare
in tutte le nazioni del mondo. Crede che il Papa non sappia quanto
siano vicini certi avvenimenti?
[B]
Ma di tutte queste informazioni l’attuale Pontefice quanto conosce,
alla luce anche delle accorate dichiarazioni rilasciate da un anno a
questa parte?
[G]
All’interno del Vaticano esistono due correnti in contrapposizione; una
è fautrice di questo programma di informazione ed è difesa anima e
corpo da Wojtila, l’altra è tutta protesa ad ostacolarlo con ogni
mezzo, a tal punto che alcuni elementi di questa fazione fanno parte
anche di gruppi di potere occulti che, per fare un esempio, controllano
il mercato petrolifero mondiale che attualmente sta incidendo sulle
varie economie internazionali, con l’unico obiettivo di schiacciare
ogni iniziativa legata alla diffusione d’energie pulite alternative.
Gruppi come quello a cui si può ricondurre la vicenda del famoso e
controverso caso ufologico 'Guardian' che lei conosce, drammaticamente
autentico in gran parte, tranne in quella relativa ai fotogrammi della
presunta entità aliena. Comunque la documentazione cartacea e le
informazioni in esso contenute descrivono una situazione reale. La
realtà spesso supera la fantasia più sfrenata; purtroppo è così. Ma di
tali organizzazioni occulte, il vertice è l’SVS.
La
riproduzione del testo è stata gentilmente concessa da C. Barbato. Le
immagini e le didascalie sono state inserite da L. Scantamburlo in un
secondo momento.
Aggiornamento di impaginazione dello scritto e delle
immagini: 11 Agosto 2007, 13 dicembre 2007, ottobre 2008.