caricato su YouTube da"retiredafb"(William Rutledge) il 18 giugno 2007, e poi rimosso dallo stesso utente. Successivamente, l'utente "moonwalker1966delta" ha caricato lo stesso video sul suo canale di YouTue. Chi sono gli astronauti presso la piattaforma di lancio?
Fonte: YouTube, "retiredafb" e poi "moonwalker1966delta"
Dettaglio
della AS15-M-1333, ruotata verso sinistra; il cratere visibile
nell'immagine è quasi certamente "Izsak D", vicino al più grande
cratere Izsak (qui non visibile); l'enorme oggetto sigariforme è orientato lungo
l'asse Nord-Sud della Luna.
Cortesia NASA/LPI
Fotogramma tratto dal video diffuso l'8 aprile 2008 da "retiredafb" su revver.com, ed intitolato
<<APOLLO 20 E.B.E. MonaLisa TV unscheduled transmission>>;
si
nota, guardando il bordo inferiore del fotogramma, che le gambe del
presunto astronauta sono tagliate, come sospese, segno abbastanza
inequivocabile di una qualche manipolazione video.
Fonte fotogramma: revver.com, utente "retiredafb"
Snapshot della presentazione di uno dei due video su YouTube diffusi - e poi ritirati pochi giorni dopo, nel gennaio 2008 - da "retiredafb" (William Rutledge):
<<NASA SECRET TAPES - STS107 - part 2 Apollo 20>>
Durata: 9 minuti e 16 secondi
fonte: YouTube, "retiredafb"
Foto
dell'equipaggio della missione STS-107, perito tragicamente durante il
rientro in atmosfera dello Shuttle Columbia (anno 2003).
Cortesia NASA
Alcuni fotogrammi tratti dal filmato
<<Apollo 19 incident>> , diffuso il 9 novembre 2008 dal dichiarato Comandante dell'Apolllo 19, dal nome utente di "moonwalker1966delta" su YouTube fonte: YouTube, "moonwalker1966delta"
Dettaglio di foto NASA (AS15-M-1720_MED) cambiato in contrasto e luminosità da L. Scantamburlo, usando Gimp 2.2.10 software di Spencer Kimball & Peter Mattis.
Foto cortesia NASA
Oltre all'oggetto sigariforme di circa 4 km di lunghezza, appoggiato accanto ad una collina lunare (sarebbe la Collina Monaco, probabilmente, indicata con tale nome da W. Rutledge) si nota appena - in alto a destra, vicino all'angolo dell'immagine - una forma triangolare, proprio in corrispondenza di una delle due posizioni di latitudine e longitudine indicate da "moonwalker1966delta"
Qui sopra, il dettaglio ritagliato ed ingrandito: appena evidente una sagoma triangolare.
Snapshot del sofware NASA World Wind, impiegato sulle coordinate di latitudine e longitudine lunare indicate dall'insider "moonwalker1966delta", per indicare uno dei due oggetti triangolari oggetto d'indagine in loco.
La copertina di Moon Rising, video-documentario di Jose Escamilla, 2009
Un incremento di fenomeni celesti fino al 2012: ammonimento di William Rutledge in un messaggio a Luca Scantamburlo
(YouTube Account/General Messages, July 01, 2007)
Lancio di vettore Titan dalla Base Aerea di Vandenberg, California
APOLLO 19 E 20: LUCI ED OMBRE DI UN'OPERAZIONE DI INTELLIGENCE
DALL'INGANNO DEL VIDEO DELLA PRESUNTA EBE NEL LEM AD UNO DEI DUE PROBABILI
VEICOLI TRIANGOLARI DI CUI PARLAVANO I COMANDANTI DELL'APOLLO 20 E 19,
INDIVIDUATO CHIARAMENTE IN FOTO UFFICIALI DELLA SONDA CLEMENTINE
di Luca Scantamburlo
È tempo di primi bilanci sul controverso caso
dell'Apollo 19 e 20, considerato il piccolo contributo di divulgazione
da me portato al vasto pubblico italiano, grazie alla recente
video-intervista a firma dell'inviata di Studio Aperto - la giornalista
Sabrina Pieragostini - che
dapprima si è interessata autonomamente alla mia inchiesta in lingua
inglese, e poi ha ben sintetizzato in pochi minuti una
storia molto complessa dove verità e menzogna sembrano
inestricabilmente legate (cfr.
la puntata speciale di Misterocondotta da Enrico Ruggeri in collaborazione con Studio Aperto, ed intitolata "Gli alieni fra noi: i dossier
segreti", andata in onda domenica 25 ottobre 2009 sulle frequenze di Italia Uno). La dr.ssa Sabrina Pieragostini - nella mia opinione una
brava e corretta conduttrice - ha cercato di mettere in luce inganni,
manipolazioni e la poca affidabilità delle informazioni e di una parte della
variegata documentazione audio-video, ma anche il contesto storico e gli indizi emersi che indicano
una possibile fuga d'informazioni da parte di probabili insiders della NASA (e
dell'USAF, aggiungo io, particolare non evidenziato nel servizio
televisivo), una fuga d'informazioni che sembra nondimeno inquinata e distorta.
Il controverso caso
dell'Apollo 19-20 è cominciato nell'aprile 2007 nella
comunità di files sharing di YouTube (l'utente "retiredafb" è stata la
prima gola profonda, poi dichiaratasi William Rutledgfe, ex pilota di
test di volo a suo dire) e continuato su revver.com, per poi avere
ulteriori sviluppi sempre su YouTube, dove un altro utente -
dall'enigmatico nickname di "moonwalker1966delta" - ha contribuito a
tenere desta l'attenzione, fornendo materiale audio-video
apparentemente autentico ed inedito. Le mie due interviste scritte in
lingua inglese - rivolte alle due gole profonde - hanno cercato di
contestualizzare il materiale e di dare una qualche chiave di lettura.
Di quale materiale si tratta? Di
precedenti missioni spaziali già note e spacciate per riservate, oppure
effettivamente di missioni coperte dal massimo segreto? Le informazioni
fornite da "moonwalker1966delta" - nel corso dell'intervista scriita
che egli mi ha concesso, ignorando però alcune mie domande - hanno
posto
l'accento su questioni molto tecniche e storiche dell'astronautica, che
sembrano prerogative di un addetto ai lavori, ed ha illuminato alcune
ambiguità proprie della storia raccontata da William Rutledge, il quale
aveva comunque già dato prova di un'approfondita conoscenza dei
programmi di volo spaziale Apollo, e della terminologia tecnica propria
della NASA durante il secolo scorso. Ma non solo: almeno due delle tre
previsioni fatte da William Rutledge nell'anno 2007, si sono avverate, che piaccia o no.
Lo vedremo meglio in seguito.
Inoltre, la testimoniana diffusa sul sito americano AboveTopSecret (ATS) da
parte di un anonimo - inserita in Rete come semplice testo il 14 agosto
2008 - sembrerebbe indicare che in effetti una missione spaziale coperta
sulla Luna (frutto di una collaborazione internazionale, guidata in primis dal
Presidente statunitense Nixon), potrebbe effettivamente essersi svolta per
indagare un'anomalia lunare rivelatasi un'antica astronave spaziale
extraterrestre, abbandonata sulla faccia nascosta del nostro satellite
naturale. Tuttavia l'utente anonimo di ATS - a suo dire il figlio di un ex dipendente
del National Recoinnaissance Office
(l'NRO, a servizio dell'USAF) del Dipartimento della Difesa americano,
il quale gli riferì la storia in punto di morte - non ha mai accennato
al nome della missione come Apollo 20, né a creature aliene trovate e
riportate sulla Terra.
Poiché la testimonianza resta anonima, bisogna considerarla cum grano
salis ma non certo ignorarla nel complesso puzzle del caso, visto il
suo contenuto, la forma, e l'ampio contesto in cui è inserita.
L'INGANNO DEL VIDEO DELLA PRESUNTA EBE RIPRESA NEL LEM: UN'ELABORAZIONE AL COMPUTER
Fra le molte cortesi lettere da me ricevute a seguito della suddetta
trasmissione televisiva - da parte anche di ingegneri e medici,
che ringrazio per le loro acute osservazioni - vi è stata quella di Giuseppe Crugliano,
il quale il 26 ottobre 2009 giustamente mi ha fatto
osservare una notevole incongruenza presente in uno dei due video della presunta creatura EBE
battezzata Monna Lisa:
<<
[...] l’uomo ripreso è parte di un layer di un video di postproduzione
(magari in After Effect) poiché “tagliato” nella parte inferiore in
quei fotogrammi (e non si tratta di artefatti dovuti alla compressione
MPEG)>>
In proposito si veda il frame del
video, che ho inserito a lato del testo, fra le figure. Di questo
importante particolare, naturalmente, non mi ero accorto prima.
Pertanto il Signor Giuseppe Crugliano, che mi ha autorizzato a
divulgare il suo nome, giustamente ha il diritto di considerare falsa e
ridicola questa storia, ed infatti proprio in questa direzione andava
la sua lettera.
Nondimeno questo non risolve tanti
interrogativi ancora aperti (a cominciare dalla presenza dell'anomalia
sul suolo lunare, apparentemente artificiale, anche se non si può dire
con certezza, per ora). Inoltre, come vedremo, le anomalie sul suolo
lunare sono più di una e relativamente vicine, come già da me indicato
in un mio scritto in lingua inglese (consultare in proposito le
risposte nr. 10 ed 11 dell'intervista scritta rilasciatami
nell'anno 2008 dal dichiarato Comandante dell'Apollo 19, dal nome
utente di "moonwalker1966delta): An Interview With Apollo 19 Commander.
Già nell'anno 2007 - discutendo ad
esempio il falso video della cosiddtta "City" sulla Luna - io avevo
commentato la presenza di contaminazione, di inganni e manipolazione
del materiale audio-video, autentico ma risalente alla missione Apollo
17 per la parte d'immagini, ed all'Apollo 15 per quella audio (con la
voce dell'astronauta David Scott udibile chiaramente). Ed avevo anche
sottolineato che - a fronte di tutto ciò -
c'era fra il vasto materiale diffuso su YouTube qualcosa
di apparentemente inedito che non solo non
era stato smontato, ma sembrava proprio proverenire da archivi storici,
forse mai prima d'ora consultati e divulgati pubblicamente. Ciò viene
continuamente ignorato dai detrattori del caso, ai quali sembra fare
comodo prendere in considerazione soltanto parte del materiale diffuso,
senza riflettere sulla documentazione in toto.
4 GENNAIO 2008: I VIDEO DELLA MISSIONE STS-107 DIFFUSI SU YOUTUBE. COME "RETIREDAFB" NE È ENTRATO IN POSSESSO?
Inoltre, alcuni video caricati su YouTube il 4 gennaio 2008 dal
discusso "retiredafb"
(Willliam Rutledge) - e poi ritirati - erano quasi senza ombra di
dubbio video autentici
e provenienti dalla missione STS-107 della NASA (l'equipaggio
internazionale composto
da 7 astronauti morì tragicamente durante il ritorno a terra, nell'anno
2003, a causa di un problema al rivestimento termico dello Shuttle
Columbia,
danneggiato alla partenza, e che portò giorni dopo alla completa
distruzione del veicolo spaziale). Ho confrontato i volti visibili nei
due video con le foto ufficiali. Coincidono con l'equipaggio citato. Che io sappia l'unico video commemorativo
realizzato dalla NASA e diffuso al pubblico in Rete presso uno dei numerosi suoi siti, dura pochi minuti e solo
pochi secondi di esso sono dedicati alla memoria dell'attività quotidiana in orbita
di quell'equipaggio. Esso s'intitola "16 Minutes from Home. A Tribute to the Crew of STS-107",
dura 6 minuti e 51 secondi, e l'ho verificato personalmente. Ripeto,
solo pochi secondi di esso mostrano gli astronauti in orbita, durante
la missione STS-107. Invece
i due filmati diffusi da "retiredafb" - costituiti da un montaggio di
varie riprese degli astronauti in orbita, all'interno dello Shuttle -
duravano 6 minuti e 40 secondi il primo, e 9 minuti e 16 secondi il
secondo. Ritraevano gli astronauti durante il volo orbitale, per
esempio dopo le sveglie di rito, in assenza di gravità.
Ciò prova che chiunque sia questo fantomatico utente di YouTube fattosi
chiamare con l'appellativo di "retiredafb", ha avuto accesso a
materiale riservato: o gli è stato passato da addetti ai lavori tuttora in servizio, oppure
per via della sua pregressa esperienza in campo militare ed
astronautico, ne è venuto in possesso direttamente in visita presso una struttura NASA o del DoD.
Vi è - naturalmente
- anche l'ipotesi che egli l'abbia intercettato durante l'invio dei
dati dallo Spazio. Oppure abbia indebitamente sottratto i filmati
con
un atto di
pirateria informatica: ma se vera fosse quest'ultima ipotesi
dell'intrusione, egli
rischierebbe di andare incontro alle serie conseguenze stabilite
dall'ordinamento internazionale e soprattutto dalla Legge
americana in materia d'intrusione da hacker all'interno di strutture
informatiche governative (il caso del britannico Gary McKinnon, con
richiesta di estradizione alle Autorità,
docet), senza considerare il
fatto che a distanza di due anni, dal 2007, probabilmente l'individuo
sarebbe già
stato arrestato oppure almeno identificato). W. Rutledge - cioè
"retiredafb" - diffuse i video intitolati "NASA SECRET TAPES - STS107 - part 1 Apollo 20" e "NASA SECRET TAPES - STS107 - part 2 Apollo 20", per pochi
giorni commentando uno di essi con le seguenti parole:
<<Secret
because never broadcasted or aviable since 2003 on any nasa site. For
those who believe that space programs are opened. Inflight tapes just
after the wake up calls. A tribute to the astronauts.>>
In sostanza il suo fu un gesto di tributo, alla memoria degli
astronauti tragicamente morti. Ma anche, evidentemente, un segnale
forte al pubblico per dimostrare che non tutto il materiale
documentale audio-video proveniente dalle missioni spaziali viene
divulgato e discusso. Da notare, di nuovo, alcuni suoi refusi
linguistici ("avaiable" invece di
"available"). Tuttavia,
l'entrata in scena di "moonwalker1966delta", i suoi commenti, le
risposte molto tecniche alle mie domande ed i suoi straordinari filmati,
hanno dato sostegno alla controversa ed ambigua testimonianza di "retiredafb",
integrandola e correggendola. Come non rilevare, inoltre,
che fra i suoi video postati su YouTube non ce n'è nemmeno uno di
quelli identiificati come inganni o manipolazioni fra il materiale del primo insider? Non si può tacere
questa riflessione, se si è mossi dall'onestà intellettuale e si vuole
fare una critica approfondita al caso. Critica che deve essere estesa
all'intera testimonianza resa dai due insiders, ed all'insieme totale
delle presunte prove portate sotto la luce del sole.
Ricordarsi anche che - nel panorama ufologico dei cosiddetti rivelatori anonimi -
è prassi divulgare materiale autentico e falso, contemporaneamente, in
una ben collaudata "strategia della confusione" già ampiamente discussa
da ufologi e saggisti di spicco. In tal modo, si evitano collassi
dell'ordine costituito e traumi alla società, che viene messa a
confronto con rivelazioni e realtà sconcertanti senza pericolo di crisi
delle Autorità ed anomia.
L'INCIDENTE DELL'APOLLO 19: L'EVIDENZA DEL VIDEO E DEL PRESUNTO DIALOGO RADIO
Come non
rilevare l'attenzione alla sintassi ed alla lingua inglese, che invece
nel caso di William Rutledge spesso tradiva scivoloni ed imprecisione?
Altrettanto importante il dialogo radio dell'incidente all'Apollo 19,
materiale audio-video diffuso il 9 novembre 2008, sempre su
YouTube, con il titolo: Apollo 19 incident, della durata di 1 minuto e 21 secondi, e con il seguente commento (proprio di un addetto ai lavori):
<<Apollo
19 just hit by something and losing telemetry data. Fire and smoke on
AC-BC cell bus and aborting mission after TLI insertion>>
Dell'incidente all'Apollo 19, fu proprio William Rutledge a parlare per
primo, sin dalla primavera dell'anno 2007 (vedi la mia intervista,
tradotta in italiano e pubblicato sulle pagine di UFO Notiziario, nr. 70, agosto-settembre 2007, risposta alla domanda nr. 13, pag. 50). Grazie al recente contributo di un mio lettore d'oltreoceano che vuole restare anonimo - Mr. W. - vediamo
insieme la trascrizione del presunto dialogo radio in cui ho
identificato - nella mia opinione - almeno due voci su tre dal distinto
accento nordamericano, non certo britannico (di una delle tre poco si può dire):
Controllo Missione o astronauta (prima voce): "Flight Go to CMF 2 SPS check SL 2 show high temp. reading [...] shows negative SPS power check indicators."
Controllo Missione o astronauta (prima voce): "Okay [...] confirm that cell shut down commence emergency power down procedure."
Controllo Missione o astronauta (prima voce): "Here's
the check CSM 2 SPS data In the inverter we might have an explosive
fuel cell problem. Stand by to shut down all fuel cells!"
[sound of explosion]
Controllo Missione o astronauta (prima voce): "Telemetry shows unusal battery one and two drain and low fuel [...] Stand by!"
Astronauta? (seconda voce): "Abort!"
Controllo MIssione (terza voce): "This is Apollo Center Launch Control, we have an emergency situation. Mission's aborted."
Controllo Missione o astronautat (prima voce): "Mission aborted. Stand by for data".
Trascrizione del dialogo realizzata da Mr. W. Per sua gentile concessione ed a cura di L. Scantamburlo, 2009.
W.
RUTLEDGE PRIMA E "MOONWALKER1966DELTA" HANNO PARLATO DI VEICOLI SPAZIALI TRIANGOLARI SULLA LUNA: UNA GIORNALISTA
MEDIASET DI STUDIO APERTO INDICA UN OGGETTO TRIANGOLARE IN FOTO DELLA SONDA
CLEMENTINE (NRL/LLNL)
Veniamo ora al presunto veicolo
triangolare - uno dei due che sarebbero presenti nei pressi dell'astronave madre a
forma di sigaro - e che sarebbe stato oggetto di esplorazione da parte
dell'equipaggio del LEM dell'Apollo 20 (Leonov e Rutledge). Nella mia
intervista, il Comandante dell'Apollo 19 mi ha fornito latitudine e
longitudine lunare, invitandomi a consultare il luogo anche con il
programma NASA World Wind, installabile gratuitamente su sistema operativo
Windows. Ebbene, facendolo si può notare un riflesso verdastro - proprio di un qualcosa sulla superficie - in
corrispondenza di tali coordinate. Dalla risposta nr. 11 della mia intervista, leggiamo cosa dice il Comandante dell'Apollo 19:
<<
[...] As I previously answered in our private message the 2 objects are
clearly visible in AS15-P-9625 and AS15-P-9630 in the upper side of the
pic and just right of the mothership at coordinates 18.7S - 116.92E and
18.31S - 117.48E. You can notice they are absolutly identical in their
triangular shape. If you use a software like NASA World Wind it could
be easy to locate them and notice the green metallic brilliance of the
first object.>>
L'insider parla di una lucentezza metallica e verde. Ora,
un semplice riflesso verdastro sulla superficie lunare è un po' troppo
poco per avere una forte evidenza della presenza di un'anomalia sul
suolo lunare dalle spiccate simmetrie: tuttavia, in effetti, consultando le due foto scattate
dall'equipaggio dell'Apollo 15 e sopra citate - ed altre foto che mostrano la stessa
porzione lunare sotto diverse condizioni di luce - si evince che in effetti sembrebbe essere presente una sagoma
triangolare, seppure appena distinguibile.
Ora, cambiando
luminosità e contrasto del dettaglio di una di tali foto, si ottiene
quello che ho riportato a fianco (vedi figura): il triangolo è più
evidente, seppure visto appena in filigrana. Da solo questo piccolo indizio non è - naturalmente - sufficiente. Nondimento giorni fa Sabrina Pieragostini
- la giornalista di Mediaset che mi ha intervistato per lo speciale a
cura di Studio Aperto e del programma Mistero condotto da E. Ruggeri -
si è accorta che all'interno di uno dei trailer del recente documentario Moon Rising di Jose Escamilla
vi è documentata un'anomalia: la presenza sul suolo selenico di un
oggetto di forma triangolare, decisamente splendente sotto le
condizioni di luce in cui è stata fotografata quella porzione lunare.
MI ha fatto partecipe di questo per via epistolare, dandomi il permesso
per citarla: ho controllato
personalmente, ed effettivamente in uno dei trailer diffusi dal
documentarista Escamilla su YouTube, lo stesso regista americano
evidenzia un oggetto triangolare. Si veda il seguente link per vedere
il breve filmato d'introduzione al lavoro del documentarista del Nuovo
Messico:
L'oggetto dalla simmetria triangolare - decisamente molto
splendente - è visibile ai secondi 15-20 dall'inizio del
segmento video di promozione del documentario. Il trailer inserito su
YouTube da Escamilla s'intitola UFO-The Greatest Story Ever Denied Part II - Moon Rising Trailer.
Il documentario - il secondo capitolo di quella che sembra essere una
trilogia - è narrato da Carlos Figueroa. Per maggiori informazioni si
consulti il seguente link: http://MoonRising-TheMovie.com
LA SONDA SPAZIALE CLEMENTINE IN ORBITA ATTORNO ALLA LUNA: 1994
Ora, né io né la giornalista Sabrina Pieragostini sappiamo se
effettivamente tale oggetto si riferisca o meno alla medesima zona
oggetto del caso Apollo 19-20, sulla faccia nascosta della Luna e nei
pressi del cratere indicato come Izsak D. Certo è che - considerando le
straordinarie foto a colori della Luna consultate e divulgate al grande
pubblico da J. Escamilla - una risposta per ora è prematura: per
esempio, l'archivio fotografico della sonda spaziale Clementine
(a quanto pare utilizzato da Escamilla per il suo documentario) -
lanciata dal DoD (Dipartimento della Difesa) nel gennaio 1994 - sembra blindato e solo poche
fotografie sono di dominio pubblico. La missione Clementine lanciata dall'Aeronautica Militare americana - frutto dello sforzo tecnico-scientifico del Naval Research Laboratory (l'NRL) e del Lawrence Livermore National Laboratory (in breve LLNL) - è più propriamente correttamente consciuta dagli addetti ai lavori come missione Deep Space Program Science Experiment, in breve DSPSE (e ribattezzata "Clementine" per comodità).
Tuttavia molta della documentazione fotografica della Clementine
che prima era di pubblico dominio (diversi links militari sono riportati anche
da siti NASA pubblici e liberamente accessibili), talvolta sembra
difficilmente raggiungibile: come le pagine al LLNL ed all'USGS (lo
United States Geological Survey). La Clementine fra il 26
febbraio ed il 22 aprile 1994 ha inviato a terra circa un milione ed
ottocentomila immagini digitali della Luna. Una mole impressionante di
dati fotografici, ad alta risoluzione, che ha consentito di realizzare
una nuova mappa globale lunare più dettagliata di quelle precedenti. Inoltre, nel dicembre 1996 fu
il Pentagono ad annunciare ai mass media che la strumentazione radar di
bordo della sonda aveva scoperto tracce d'acqua ghiacciata al polo sud lunare
(dunque prima dell'Agenzia Spaziale indiana, che ha dunque corroborato
solo poche settimane fa la scoperta dei Militari americani).
Fra l'altro, uno degli scienziati di punta a capo del progetto americano e
presente alla conferenza stampa di allora, è stato recentemente
incriminato dall'FBI per aver clandestinamente venduto segreti militari
e scientifici ad enti Israeliani, ma questa è un'altra storia.
LE PREVISIONI DI WILLIAM RUTLEDGE: DUE SU TRE SI SONO AVVERATE
Nel corso dell'intervista del maggio 2007 (pubblicata in Italia sulla rivista UFO Notiziario
nell'estate 2007), William Rutledge ci avvisò di un incremento di
avvistamenti UFO. Dalla risposta nr. 6 dell'intervista in inglese:
<<[...]
It's the announcement of "the wonder of it all" maybe, and 2012 is
coming fast. I also think that UFOs will appear more often starting
from September 2007>>.
cioè, la sua
divulgazione sarebbe cominciata per via dell'annuncio del documentario The Wonder of It All, il quale celebra i 12 uomini che ufficialmente
hanno calcato il suolo lunare. Ma fra le motivazioni, anche il fatto
che la data del 2012 si sta avvicinando, e perché egli pensava che gli
oggetti volanti non identificati sarebbero apparsi più spesso a partire
dal settembre 2007. Se chiedete a qualunque studioso di ufologia, egli
non potrà esimersi dal confermare che l'anno 2009 (e soprattutto la sua
estate) ha - statistiche alla mano - mostrato un aumento significativo
di segnalazioni di oggetti e fenomeni non identificati nei nostri cieli. Come poteva il
misterioso "retiredafb" esserne a conoscenza nel 2007? Ha
semplicemente tirato ad indovinare?
Nel mio scritto in inglese intitolato <<What Is Going on in Space?>>
del 27 dicembre 2007, divulgavo per la prima volta sul mio portale Web cosa "retiredafb" -
il dichiarato Willliam Rutledge - mi confidò il primo luglio 2007: a
partire dal settembre 2007, si sarebbe dovuto assistere ad un
incremento di fenomeni celesti, fino al 2012.
Puntualmente, sembra proprio che esso si stia verifcando. Nel mio
scritto in inglese di allora portai come prova uno snapshot della rivelazione di
"retiredafb" (vedi figura, che riproduco anche qui a lato). Vediamo
i principali eventi celesti che costituiscono a mio avviso delle evidenze di ciò:
1) Il 6 ottobre 2008
dall'Osservatorio di Mt. Lemmon dell'Università dell'Arizona viene
scoperto un asteroide in rotta di collisione con la Terra: viene
chiamato Asteroid 2008 TC3, ed
è la prima volta che si riesce a scorgere un oggetto celeste a poche
ore di distanza dall'impatto con la Terra. Il Meteosat-8 dell'European Organisation for the Exploitation of Meteorological Satellites riesce
a fotograre l'esplosione in atmosfera, sopra i cieli del Sudan:
un'esplosione dalla potenza di circa 1 kiloton. Fortunatamente la
dimensione del corpo - entrato in atmosfera alla velocità di 12,8
km/secondo - è relativamente modesta: da uno a 5 metri. Dunque nessun pericolo per l'umanità e la popolazione sudanese.
2) Nel luglio 2009 un astrofilo australiano di nome Anthony Wesley getta lo scompiglio nella comunità astronomica internazionale: con il suo telescopio, intento ad osservare Giove,
si accorge di una strana e nuova macchia scura, che sembra compatibile con un
recentissimo impatto asteroidale o cometario. Contatta i più importanti
osservatori del mondo ed in effetti, arriva quasi subito la conferma,
anche dalla NASA: si tratta di una probabile collisione con un corpo
celeste di natura cometaria o asteroidale. Anche lo Hubble Space
Telescope, dopo i telescopi delle Hawaii, immortala fotograficamente la
ferita nera come la pece nell'atmosfera gioviana (consultare in
proposito l'articolo della NASA intitolato <<Hubble Space Telescope Rare Jupiter Collision>>, del 24 luglio 2009.
3) 8 ottobre 2009, cleli dell'Indonesia:
un altro asteroide esplode in atmosfera terrestre: questa volta le
dimensioni sono maggiori rispetto a quello scoppiato sopra il Sudan: il
Corriere della Sera dedica alla notizia la pagina 22 dell'edizione del 2 novembre 2009. Intitolato <<Un super asteroide fa scattare nel mondo l'allerta anti nucleare>>;
a firma di Giovanni Caprara, l'articolo pone l'accento sulla
preoccupazione degli specialisti della US Air Force ('USAF) e della
NASA. Il bolide è grande all'incirca 10 metri, e la potenza
dell'esplosione - pari al circa 50 kiloton - preoccupa la
popolazione indonesiana della costa di Bone, dove si pensa inizialmente
ad un terremoto.
L'altra previsione di Rutledge - non avveratasi - indicava nel
settembre 2007 il momento in cui la NASA e l'Aeronautica MIlitare
Americana (l'USAF) avrebbero vuotato il sacco sulla storia dell'Apollo
20: alla domanda 25/26 della mia intervista citavo infatti alcune
parole di "retiredafb": la NASA e l'USAF << [...] will be forced to tell the whole story before September 2007>>.
Niente del genere è accaduto: tuttavia quanto ha dichiarato nel luglio 2008 ad un
programma radiofonico britannico l'ex astronauta statunitense
dell'Apollo 14 - il dr. Edgar Mitchell -
alcuni mesi dopo la data di scadenza indicata da "retiredafb", lascia indubbiamente attoniti:
non era mai accaduto che un astronauta del Programma Apollo - e per
giunta uno dei 12 uomini ad aver calcato il suolo selenico - arrivasse
ad ammettere candidamente il cover-up su Roswell da parte del Governo,
in seguito al recupero nel 1947 di uno scafo alieno precipitato in
Nuovo Messico. E la visita extraterrestre sul nostro pianeta, più in
generale. Il programma radio condotto da Nick Margerrison - The Night Before di Kerrang!Radio
- ha avuto il privilegio di dare la notizia per primo, durante
l'intervista con l'ex astronauta ed ufficiale americano della Marina.
Ecco alcune parole pronunciate dal dr. Mitchell durante quel
colloquio telefonico: <<[...]
I happen to have been privileged enough to be in on the fact that we've
been visited on this planet and the UFO phenomenon is real ... all of
It's been covered up by our government for a quite long time.>>
"Oh,
this is big!" pronuncia fra l'incredulo ed il divertito Nick
Margerisson. L'intervista prosegue, e ad un certo punto Mitchell dice: <<It's
been well covered up by all our governments for the last 60 years or
so, but slowly it's leaked out and some of us have been privileged to
have been briefed on some of it.>> Subito dopo
Mitchell accenna a Roswell, la celebre località del Nuovo Messico al
centro nel 1947 di uno dei primi casi di UFO crash (città che fra l'altro
ha dato i natali proprio al'ex astronauta): <<I've
been in military and intelligence circles, who know that beneath the
surface of what has been public knowledge, that yes - we have been
visited.>>.
"Siamo stati visitati". Le affermazioni di Mitchell sono così
dirompenti che Margerisson teme che l'ex astronauta e scienziato
statunitense lo stia prendendo in giro. Queste incredibili affermazioni hanno così stimolato Alex Baker
- presentatore e produttore di Kerrang! Radio - a telefonare alla
NASA per chiedere un commento ufficiale sulle esternazioni di Mitchell.
Dopo un po' di tempo, pare che un portavoce NASA abbia scritto ad Alex
le seguenti parole di risposta:
"Dear Alex, NASA does not track UFOs. NASA is not involved in any sort of cover up about alien life on this planet or anywhere in the universe. Dr Mitchell is a great American, but we do not share his opinion on this issue. Thanks for the opportunity to comment."
Una risposta diplomatica che non nega il fenomeno UFO, e che tiene
anche conto del profilo tecnico-scientifico e dello spessore storico dell'ex
astronauta Apollo, definito giustamente un "grande americano", perché
protagonista della conquista della Luna e della storia della NASA.
IL POLIGONO DI LANCIO DELLA BASE AEREA DI VANDENBERG: AL CENTRO DI PROGRAMMI SPAZIALI SEGRETI
Siccome in Rete m'imbatto spesso in scritti che denotano una certa
approssimazione nel discutere concetti e storia dell'astronautica e del
volo spaziale - in particolare a proposito della Base di Vandenberg -
lasciamo la parola ad un ex militare statunitense e ad una firma
prestigiosa del giornalismo scientifico americano. In un mio recente scritto pubblicato dal periodico MarcaAperta -
bimestrale di cultura ed informazione distribuito in Veneto - ho messo
in luce le recenti dichiarazioni di Bob Dean al dibattito del simposio
di esopolitica di Barcellona, e quelle di un vecchio articolo di Broad scritto nel
1989 per le pagine del The New York Times. Ecco un estratto del mio scritto:
[...]
Sia come sia, recentemente un ex sottufficiale dell'Esercito Americano
di nome Robert Orel Dean (nato in USA, nel 1929) – un vero gentiluomo
con cui ho avuto un rapporto epistolare che si è concretizzato nella
prefazione alla seconda edizione del mio saggio “The American
Armageddon” che egli ha cortesemente accettato di firmare – ha portato
all'attenzione del pubblico la sua testimonianza di ex insider che ha
raccolto negli anni diverse indiscrezioni in merito a programmi
spaziali segreti: in occasione del dibattito all'European Exopolitics
Summit 2009 - tenutosi a Barcellona dal 25 al 26 giugno 2009 – Robert
Dean (Bob per gli amici) ha parlato di un “separate space program” che
gli Stati Uniti porterebbero avanti da decenni, parallelamente a quello
della NASA: cioè un programma spaziale separato del Pentagono,
finanziato con il cosiddetto black budget. Questo programma spaziale
avrebbe utilizzato come poligoni di lancio la base aerea di Vandenberg
(in California) ed altre installazioni segrete ubicate nello Utah, in
Nevada, e perfino su alcune isole del Pacifico, come l'atollo di
Kwajalein. La
base dell'USAF (l'Aeronautica Militare Americana) di Vandenberg è
proprio la base da cui sarebbe partito un razzo Saturno V che avrebbe
spedito nello Spazio sia l'Apollo 19, sia l'Apollo 20. Ora, qualora
tali missioni spaziali – ufficialmente mai avvenute – abbiano veramente
avuto luogo, che siano partite da un atollo nel Pacifico (l'Isola di
Diego Garcia nell'Oceano Indiano è un altro luogo che costituisce un
poligono di lancio spaziale) oppure proprio dalla costa californiana,
poco importa. Infatti
proprio alla fine degli anni'80 il Dipartimento della Difesa
statunitense (DoD) smantellò un segreto complesso spaziale pensato per
operare parallelamente alla NASA, e dal costo di 5 miliardi di
dollari. Tale complesso – ci racconta il giornalista William J.
Broad in un articolo pubblicato il 7 agosto 1989 sulle pagine del The
New York Times, e dal titolo “Pentagon Leaves the Shuttle
Program” – si divideva fra il Colorado e la California. Proprio
in California, a Los Angeles, era localizzato un organico di 32
astronauti americani, tutti militari, destinati a pilotare ed
utilizzare navette Space Shuttle, che sarebbero partite proprio dalla
base di Vandenberg. Il programma spaziale militare raggiunse il suo
apice – ci dice Broad – negli anni 1984-85, con 4200 persone impegnate
nei lavori. Il
tragico incidente accaduto allo Space Shuttle Challenger, nel 1986, ha
giocato un ruolo determinante nell'affossare il programma segreto del
Pentagono.
Aggiungo e commento quanto segue: non solo dalla Base di
Vandenberg è partita la
sonda spaziale Clementine nel 1994 - destinazione Luna
- ma proprio da tale base dell'USAF fu lanciato nel 1983 anche il
celeberrimo telescopio spaziale all'infrarosso denominato IRAS. Non si
capisce
dunque come si possa affermare che dalla base di Vandenberg non è
possibile lanciare grandi vettori spaziali, quando documentazione
ufficiale e
storia dell'astronautica dimostrano proprio il contrario. La stessa
NASA presenta fra la sua documentazione on-line un grafico in cui si
evidenzia proprio i due poligoni di lancio per la flotta Space Shuttle:
quello del Kennedy Space Center in Florida e quello di Vandenberg (vedi
la foto riprodotta a lato). Questo non
significa che dalla base di Vandenberg sia effettivamente partito un
Saturno V in missione segreta, ma dimostra che nulla vieta che sia
stato possibile farlo in passato. E questo a prescindire che un
Saturno V sia effettivamente partito da lì, oppure dal Pacifico o
dall'Oceano indiano. A proposito della possibile caduta
degli stadi del razzo su territorio urbano, si legga in proposito la
sensata osservazione di "moonwalker1966delta" nel corso della mia intervista
(risposta nr.1), una repica alla obiezione sollevata da un pilota
americano che mi scrisse anni fa (e che non escluse la possibilità di un
lancio segreto da Vandenberg, anche se egli era più propenso ad un possibile lancio
dal poligono dell'Isola di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano, isolato e
lontano da occhi indiscreti).
In conclusione: chiunque siano "retiredafb" e "moonwalker1966delta",
sono dell'avviso che difficilmente siano dei semplici
burloni od un burlone che gioca su due fronti, recitando due
psicologie e due caratteri. Il caso dell'Apollo
19-20 - nella mia opinione argomentata dalle mie inchieste e
discussioni che durano da più di due anni - è un'operazione
d'intelligence. Cosa, fra l'altro, già così definita pubblicamente da
altri nell'ottobre 2007, anche se con una diversa chiave di
lettura dell'intera storia.
La vicenda e quanto è emerso fino
ad oggi dalla discussione, rientra probabilmente in quel piano di
divulgazione della realtà aliena approntato per l'opinione pubblica
decenni fa (vedi le dichiarazioni del Senatore americano B. Goldwater
in una sua lettera datata metà anni '70, oppure il controverso
documento del "Public
Acclimation Program" emerso nei primi anni '90).
Oppure potrebbe trattarsi di un
analogo programma ma separato da questo, e concepito da alcuni
insider dell'ambiente politico-militare di Washington e non
solo di Washington, stanchi del segreto apposto su caso Roswell e su
tutto quello che ne è derivato. Delle "schegge impazzite" del sistema -
magari tollerate dalle alte sfere - e che appartengono a personale in
pensione dell'USAF e della NASA in primis, ma non solo.
Siano essi individui in
riserva od in servizio, essi hanno deliberatamente distorto
informazioni biografiche personali recitando un qualche copione (vedi
la residenza di William Rutledge in Africa, la sua età ed il suo
statuto di
pilota di test di volo civile ma impiegato dall'USAF,
una contraddizione in termini se ci si ferma a riflettere: un
pilota impiegato dall'USAF in quell'epoca, e volontario per il progetto
MOL-GEMINI, doveva essere per forza un militare addestrato al volo, non
certo un semplice civile).
Mescolando filmati autentici
con video falsi ed inserendoli in un contesto storico-scientifico dettagliato,
essi stanno forse cercando di sondare il terreno non
solo dell'opinione pubblica e degli ufologi, ma anche di enti e
comunità politiche al fine di lanciare segnali controversi di
disclosure,
che potrebbero presto spingere qualche ente governativo od un Paese ad una
parziale ammissione dell'esistenza di strutture artificiali sulla Luna,
cioè di segni di vita intelligente aliena. Penso a Paesi come il Giappone, l'India o la Cina.
Eredità di insediamenti, colonie o veicoli abbandonati in un
remoto passato da antiche civiltà non terrestri. Una possibilità -
questa della scoperta di segni di vita intelligente su altri pianeti
del Sistema Solare - contemplata dal cosiddetto Rapporto
Brookings voluto dalla NASA alla fine degli anni'50, redatto
dall'autorevole Brookings Institution
di Washington, D.C., e discusso al Congresso americano (alla Camera dei
Rappresentanti, nell'ambito del Comitato sulla Scienza e
l'Astronautica) nell'aprile 1961. Il rapporto è dedicato agli studi
proposti sulle implicazioni delle attività spaziali per le attività
umane. Studi soprattutto sociologici ed antropologici.
In alcune sue pagine - in sintesi -
si suggeriva anche la possibilità di nascondere all'opinione pubblica
una
tale scoperta, che potrebbe mettere in crisi la nostra civiltà e
determinare l'annientamento di molti dei suoi valori, fino alla
possibile disintegrazione della società stessa (vedi il paragrafo The implications of a discovery of extraterrestrial life, contenuto nel rapporto Proposed Studies on the Implications of Peaceful Activities for Human Affairs).
AGGIORNAMENTO SULLE DIMENSIONI DEL MISTERIOSO OGGETTO SULLA LUNA
Stimolato da altri che hanno cercato di determinare le dimensioni del
misterioso e davvero imponente oggetto sigariforme adagiato sulla
faccia nascosta della Luna, ho personalmente trovato la seguente
dimensione di lunghezza: 4,80 km; si veda in proposito - per i dettagli
sul ragionamento ed i mezzi utilizzati - il mio scritto in inglese
diffuso nell'anno 2007 ed intitolato:
Il
seguente testo (qui non integrale, in quanto privo di note, figure e
foto) è stato redatto come sinossi di studio e distribuito a mano da
Luca Scantamburlo - presente per l'occasione in qualità di
relatore - ai presenti del convegno
intitolato Ombre aliene sulla Terra e sulla Luna, convegno tenutosi
nella città di Lucca domenica 28 ottobre 2007
(organizzazione: Gruppo Ricerche Ufologiche SHADO, 7° Convegno
Ufologico
Toscano, “Città di Lucca”). L.S. ottobre 2008
IL CASO APOLLO 20: FRA INGANNI E VERITÀ
a cura di Luca Scantamburlo
Da alcuni mesi mi sto occupando di un caso intrigante e che si sta
rivelando molto controverso. L’estate scorsa la rivista UFO Notiziario
(nr.70, agosto-settembre 2007) ha presentato al pubblico italiano
un’intervista a mia firma e concessami in Rete da un utente di YouTube
chiamato "retiredafb” (William Rutledge), a suo dire presunto ex pilota
di test di volo di origine belga scelto come comandante dell’Apollo 20:
una segreta missione spaziale sulla faccia nascosta della Luna avvenuta
nell'agosto 1976 (lift-off il 16 agosto 1976, dalla Vandenberg AFB) –
con tecnologia NASA e sotto l’egida della U.S.A.F. (l’Aeronautica
militare statunitense). Il tutto in collaborazione con i Sovietici.
Oggi W. Rutledge avrebbe 77 anni e risiederebbe (con una nuova
identità) in Ruanda. Purtroppo non ho potuto controllare le sue
credenziali, né ho mai avuto uno scambio di posta elettronica (e-mail)
con il suddetto personaggio. Il vasto e variegato materiale
fotografico, audio e video diffuso su YouTube dal 1° aprile 2007 fino
al giugno scorso, presenta contaminazioni audio e contiene almeno un
elaborato inganno (il cosiddetto video della “City”), costruito
giustapponendo vecchio materiale documentale NASA con materiale di
provenienza ignota, e filmando il tutto spacciandolo per un girato
d’epoca di una pretesa E.V.A. Nondimeno “retiredafb” ci ha
presentato anche alcuni dettagli di autentiche foto NASA (di pubblico
dominio) e materiale apparentemente d’archivio ed inedito relativo ad
operazioni condotte presso piattaforme di lancio spaziale
nordamericane. Come ne è entrato in possesso ed a quali missioni esse
si riferiscono? Chi sono i presunti astronauti che si vedono in uno dei
filmati? (Quest’ultimo video oggi non è più disponibile perché è stato
rimosso dallo stesso utente). Essi sembrano privi della canonica
bandiera a stelle e strisce da sempre cucita sulla spalla delle tute
degli astronauti NASA. Possibile allora che si tratti proprio della
testimonianza di una missione spaziale classificata?
Attualmente sto svolgendo delle indagini a tutto campo in
collaborazione con un artista israeliano ed un cittadino americano che
si sono appassionati alla vicenda leggendo i miei articoli in inglese
che ho diffuso in Internet sin dalla fine di maggio 2007.
Gli indizi in cui mi sto imbattendo suggeriscono che probabilmente
almeno una missione spaziale segreta sulla Luna effettivamente ebbe
luogo per esplorare il misterioso ed enorme "oggetto" anomalo presente
sulla faccia nascosta del nostro satellite naturale, e visibile su
alcune foto panoramiche scattate dagli equipaggi delle missioni Apollo
15 e 17, all’inizio degli anni ‘70. Sono dell’opinione che il
presunto William Rutledge rientri effettivamente in un apparente
progetto di disclosure, seppur non ufficiale. Resta da capire il suo
ruolo e la sua identità, sulla quale per ora sospendo il giudizio. Alla
luce delle ultime riflessioni la possibilità di una colossale burla o
frode esiste ma è piccola, a mio avviso, per il fatto che proprio la
suddetta “gola profonda” ha indicato la presenza sulla Luna di un
misterioso oggetto dotato di simmetria ed apparentemente avulso dal
paesaggio. Che io sappia, in precedenza nessuno ne aveva mai discusso
pubblicamente in maniera così accesa ed approfondita. Anche
se il misterioso “retiredafb” si rivelasse un millantatore e le
missioni Apollo 19 e 20 da lui indicate non avessero mai avuto luogo,
l’anomalia lunare continuerebbe a persistere con il suo fardello di
domande. Naturalmente visti gli sviluppi del caso in me è
cresciuta man mano anche la sensazione che egli possa essere un
impostore (e di questo ho discusso anche nei nostri dialoghi privati),
ma l’enorme oggetto da egli indicato (documentato fotograficamente) e
la sua non indifferente conoscenza di aspetti tecnici del volo spaziale
del programma Apollo (compresi presunti retroscena storici poco noti
riferitemi come prova della sua identità) hanno contribuito a tenere
acceso in me il motore della curiosità e del dubbio.
Il caso Apollo 20 sembra così essere una tappa della cosiddetta
"strategia della confusione" già discussa dal dr. Roberto Pinotti (un
"rivelatore" diffonde elementi apparentemente autentici mescolati a
falsi e contaminazioni), con la quale si stimola il pubblico al
dibattito senza allarmarlo e senza condurre necessariamente a scomode
domande rivolte alle Autorità. Alla fine, alcune informazioni vengono
comunque veicolate ed il pubblico risulta sempre più allenato al
confronto con l'ignoto e l'alterità massima. Vi
presento in queste pagine alcune note, riferimenti e coordinate per
orientarvi in questo complesso caso. Mi auguro che vi siano d’aiuto per
formarvi una Vostra opinione e darvi lo spunto per ulteriori
approfondimenti che potrete compiere in autonomia e/o consultando amici
ed addetti ai lavori, non solo del campo ufologico, ma anche di altre
discipline ed ambiti.
Se veramente viviamo nella società della
conoscenza e della comunicazione globale, governata da nuovi paradigmi
del sapere, siamo allora tutti chiamati alla formazione ed
all’educazione delle nuove generazioni che, ci si augura, sappiano un
giorno edificare un domani meno conflittuale; e siano preparate a
confrontarsi con le alterità massime.