L'ESPRESSO E PANORAMA SU CARONIA
ED IL PROGETTO HAARP
PRESTIGIOSI SETTIMANALI SU TEMATICHE SCOMODE. MA È SOLO LA PUNTA DI UN ICEBERG...
di
Luca
Scantamburlo
<<Beware
when fighting the dragon that you do not become one!>>
Old Chinese proverb
RIFLESSIONI SUGLI ARTICOLI DELL'ESPRESSO E DI PANORAMA
Dopo il sensazionale e per certi versi storico servizio
pubblicato alcuni mesi fa dalla rivista L’espresso ed
intitolato E.T. parla siciliano (nr. 43, anno LIII), questo mese è la
volta del celebre settimanale Panorama,
che dedica una pagina ad un argomento forse altrettanto controverso e
misterioso: l’enigmatico progetto H.A.A.R.P.
(High Frequency Active
Auroral Research Program) situato in Alaska.
Se il servizio de L’espresso
del 1° novembre 2007 (pagg. 105-106) a firma di Giuseppe Lo Bianco e
Piero Messina riguardava i misteriosi incendi spontanei ed i fenomeni
elettromagnetici che interessano dallo scorso 2004 il paesino siciliano
di Canneto di Caronia ed i suoi esasperati abitanti, il recente
articolo di Panorama
a firma di Luigi Bignami - Haarp,
fuori la verità (Panorama,
pag. 121, 17 gennaio 2008) - concerne un altro argomento, non meno
intrigante anche se di chiara matrice antropica: l’enorme sito di
antenne costruito sulla gelida terra d’Alaska.
Quali
legami ci sono fra questi due scritti giornalistici? Non solo l’audacia
nel trattare argomenti scomodi, ma anche la segretezza governativa ed
il fenomeno U.F.O.: in dettaglio si parla di alcune foto di oggetti
volanti non identificati allegati al dossier consegnato al Governo
italiano in merito a Caronia, e del lavoro d’indagine di un sergente
americano in riserva nel caso del progetto Haarp, un ex sergente
dell’Esercito a stelle e strisce che tuttavia in passato ha più volte
testimoniato in merito alla natura di alcuni Ufo ed alla visita
extraterrestre sulla Terra (ma di questo aspetto biografico il
settimanale Panorama non parla).
Il primo articolo, quello del novembre scorso uscito su L’espresso,
ricorda il rapporto scientifico riservato consegnato a Palazzo Chigi da
un gruppo di studio interistituzionale dove si discute delle possibili
cause degli inquietanti fenomeni registrati a Canneto di Caronia e nel
basso Tirreno. Alcun parole citate da L’Espresso e tratte da tale
rapporto sono pesanti come macigni: <<test militari
segreti o
esperimenti alieni>>.
Ecco un estratto dal testo del dossier su cui riferisce L’espresso:
<<Tecnologie
militari evolute anche di origine non terrestre potrebbero esporre in
futuro intere popolazioni a conseguenze indesiderate. Gli incidenti di
Canneto di Caronia potrebbero essere stati tentativi di ingaggio
militare tra forze non convenzionali oppure un test non aggressivo
mirato allo studio dei comportamenti e delle azioni in un determinato
campione territoriale scarsamente antropizzato>>.
Giuseppe Lo Bianco e Piero Messina per L’espresso,
01/11/2007, nr.43, anno LIII, pag.105
L’articolo di Panorama si occupa invece del misterioso progetto Haarp
gestito dall’Aeronautica militare statunitense (U.S.A.F.) e dalla
Marina (U.S. NAVY), il quale sembrerebbe capace di influire
sull’attività della ionosfera terrestre e – conseguentemente – sulle
comunicazioni radiotelevisive, satellitari e radar. Anche qui le parole
in chiusura del pezzo sono pregnanti (le virgolette sono contenute nel
testo dell’articolo)
[…]
Infine, chi pensava che quell’esercito di antenne potesse modificare il
clima non era poi troppo lontano dal vero: l’Haarp sta studiando il
modo di <<indurre alterazioni nell’atmosfera nello
spettro
infrarosso>>. Ciò avrebbe implicazioni importanti, non
climatiche, bensì militari: in questo modo si cancellerebbero le
<<impronte>> dei satelliti e dei missili
intercontinentali
dai rilevamenti effettuati nell’infrarosso.
Luigi Bignami per Panorama,
17/01/2008, nr. 3 (2176), anno XLVI, pag.121
L’articolo di Bignami si focalizza soprattutto sulla lodevole
iniziativa di Clifford Stone il quale – definito un “militare in
pensione” – grazie alla Legge americana sulla Libertà dell’Informazione
(il cosiddetto F.O.I.A., Freedom of Information Act) da diverso tempo
lotta per la declassificazione di progetti segreti e fatti storici di
cui il Governo statunitense – a certi livelli – è a conoscenza da
decenni.
Ebbene, grazie a tale legge Clifford Stone è
riuscito ad avere accesso ad alcune informative che riguardano il
progetto scientifico Haarp: si tratta di alcune pagine rilasciate in
risposta alla sua richiesta ufficiale.
Quello che
l’articolo non dice è che tali pagine sono già disponibili online e che
a partecipare insieme a Stone all’iniziativa di divulgazione sul Web
c’è il celebre sito AboveTopSecret, al cui indirizzo di Rete si possono
già consultare a titolo gratuito, ma non sfruttare commercialmente
senza consenso scritto. Ecco il link:
Il
rapporto divulgato è stato redatto dalla Technical Information Division
del Naval Research Laboratory, ed è intitolato <<HAARP. Research
and Applications. A Joint Program of the Air Force Research Laboratory
and of the Office of Naval Research>>.
APPROFONDIMENTI PERSONALI SU CLIFFORD STONE E LA FIGURA DEL RIVELATORE
Ma chi è Clifford Stone? Ex sergente americano protagonista da diversi
anni del panorama ufologico mondiale, è stato relatore a diverse
conferenze sulla vita extraterrestre e sulle attività militari
implicate nel monitorare il fenomeno U.F.O. (o meglio di bogey e
fastwalker per usare espressioni di addetti ai lavori del campo
aerospaziale nordamericano); egli ha inoltre affermato più volte di
essere stato protagonista come militare del recupero di velivoli alieni
precipitati sulla Terra. Stone è un cosiddetto “rivelatore”, cioè una
persona che mette al corrente l’opinione pubblica di fatti e documenti
di cui egli/ella è stato/a testimone e che sarebbero di fondamentale
importanza per la storia, la giustizia ed il progresso umano. Diversi
giornalisti italiani hanno incontrato e conosciuto personalmente
Clifford Stone, e possono senz’altro essere più precisi di me.
Degna di nota la sua presenza come testimone alla conferenza stampa
organizzata dal Disclosure Project del dottor Steven M. Greer presso il
National Press Club di Washington, D.C., conferenza stampa avvenuta il
9 maggio 2001 di fronte a diverse decine di giornalisti. La platea di
quella conferenza ascoltò gli interventi di una ventina di cittadini
americani e non, tutti in misura diversa testimoni dei fenomeni
aerospaziali non identificati in qualità di militari o agenti
dell’intelligence a riposo, ex impiegati della NASA, ex controllori di
volo o ingegneri in pensione con esperienza nel complesso
militare-industriale.
Stone è un personaggio non privo di
qualche contraddizione, sembra emergere dal profilo biografico redatto
dallo scrittore Roberto Malini nel suo saggio Ufo. Il dizionario
enciclopedico - uscito per i tipi della Giunti Editore,
Demetra, 2003 -
dove a proposito delle storie da egli raccontate così si esprime alla
voce Stone, Clifford:
<<[…]
Le contraddizioni in merito alla vicenda non si contano […] nonostante
la palese incredibilità delle sue storie, grazie all’appoggio del CSETI
Stone trova molte persone disposte a prestargli fede.>>
[ibidem, pagg.258-259.]
Un giudizio certamente non tenero, quello di Malini, ma forse non
inopportuno visto che - in effetti - leggendo ad esempio l’intervista
rilasciata da Clifford Stone al dr. Michael Salla, su una domanda l’ex
militare è curiosamente evasivo: vedi in proposito <<Twenty Two Years
of
Covert Service in Elite UFO Crash Retrieval Teams: Exclusive Interview
with Sergeant Clifford Stone>> - July 20,
2005 - Interviewed by Dr
Michael E. Salla, testo in file .pdf diffuso presso il sito
www.exopoliticsjournal.com,
Exopolitics Journal.
Nondimeno bisogna ricordare che l’ex sergente è portatore di una
testimonianza di vita professionale, scomoda e dalle implicazioni
profonde, e quindi essa non va analizzata come un mero oggetto, ma
abbracciata sotto molteplici punti di vista, e contestualizzata di
volta in volta.
Se partiamo dal presupposto che egli sia
in buonafede, le contraddizioni a cui accenna Malini si potrebbero
spiegare come figlie di una combinazione dei seguenti fattori: rispetto
dei giuramenti militari e della Legge, prudenza, autocensura, lapsus
linguae, stanchezza e – probabilmente – una strategia di divulgazione
più o meno orientata da altri, attraverso consultazioni riservate,
consigli, o addirittura intimidazioni ed ammonimenti a non spingersi
troppo oltre da parte di certi ambienti.
Non è da
scartare, naturalmente, la possibilità degli inganni e della
disinformazione, di cui talvolta sono vittime non solo i ricercatori
(il triste caso di Paul Bennewitz docet), ma gli stessi rivelatori.
Ad ogni modo, nella seconda parte dell’intervista M. Salla sottolinea
il fatto che Stone riesce a parlare di informazioni altamente riservate
e di come egli sia riuscito ad accedere a documenti molto importanti, e
gli chiede pertanto se questo avvenga perché egli è consapevole dei
confini oltre i quali non deve spingersi per non mettere a rischio la
sua incolumità.
Salla gli chiede se questo non faccia
parte di un public acclimation program, un programma di lenta
acclimatazione del pubblico di cui Stone sembra parte integrante.
Ma Clifford Stone risponde glissando e dicendo che il suo compito è
condurre le persone ad andare avanti da sole, a leggere la
documentazione ed a pervenire alle proprie conclusioni, le quali
inevitabilmente dovrebbero condurre ad ammettere la presenza di
“un’intelligenza dietro al fenomeno” Ufo:
<<[…]
my goal is to get people to go ahead, think on their own, read the
documentation, and come to their own conclusions. And if they read the
documentation with an open mind there’s no way, no way that a person
can come away and say there’s nothing to UFOs. There’s no way they can
come and say there’s no intelligence behind the phenomenon. There’s no
way they can come away and say, gee, this is just some of our new
inventions, and this is some of our new technology. No, its not. That
technology in 1947 is the same technology that’s being observed with
UFOs today. And we didn’t have that technology in 1947; we cannot
replicate some of the things that UFOs do even to this
day.>>
Tuttavia
in un precedente punto Stone dice qualcosa di molto significativo a
proposito della natura del fenomeno degli Ufo e del suo insabbiamento
governativo:
<<[…] When
it comes
to the UFO field, the U.S., government doesn’t care about what you say;
they care a whole lot about what you can prove.>>
Ibidem
[Il grassetto del carattere è presente nel testo
originale, L.S.]
Dunque Stone – anche se non lo dichiara ma lo suggerisce implicitamente
- è consapevole di come il gioco del rivelatore possa diventare molto
delicato quando vengono portate a conoscenza del pubblico prove ed
indizi di quanto si parla. Una cosa è certa: Stone è un ex
sottufficiale americano dello U.S. Army (Steven Greer ne ha verificato
le credenziali), ed è artefice di iniziative di declassificazione
concrete, non solo in merito al progetto Haarp, ma anche ad altri casi
(come quello della morte del pilota Thomas Mantell); tale lavoro vale
più di tante chiacchiere e polemiche.
Posso pensare – ma
è una mia illazione - che la sua ritrosia a parlare con maggiori
dettagli ed evidenze circostanziate in merito all’attività di forze
intelligenti estranee al nostro pianeta, nasca dal fatto che alcuni di
coloro che l’hanno fatto prima di lui con convinzione e come testimoni
di prima mano, sono morti in circostanze misteriose: chi per apparenti
suicidi, chi in conflitti a fuoco o durante sfortunati incidenti e
malattie tumorali quasi fulminanti.
Difficile che sia una
mera coincidenza il fatto che fra di essi vi fosse una persona (Phil
Schneider) che non si limitava soltanto a parlare di cover up e black
budget, ma esibiva anche presunte prove del suo passato coinvolgimento
in qualità di insider.
TRE RIVELATORI CHE HANNO PAGATO CON LA VITA:
RUMMEL, SCHNEIDER E COOPER
Ecco qui di seguito le storie di tre individui che ho scelto fra i
tanti - deceduti negli ultimi anni – e che furono coinvolti nella
rivelazione di presunte e sconcertanti verità sulle attività segrete di
alcune razze extraterrestri in visita sulla Terra. La loro morte, a mio
avviso, depone a favore del fatto che certamente essi devono aver
toccato in qualche modo nuclei di verità, lontani dai riflettori e da
occhi indiscreti.
¶ Ron Rummel,
ex agente dell’intelligence dell’Air Force americana ed autore del
periodico chiamato “The Alien Digest”, pubblicato dall’organizzazione
no-profit The Acquarian Church dell’Oregon, un opuscolo dove egli si
firmava con lo pseudonimo di “Creston”; apparentemente Rummel si
suicidò il 6 agosto 1993 nella località di Forest Park a Portland,
sparandosi un colpo in bocca con una pistola; gli amici sostengono che
stranamente non fu rinvenuto sangue sulla canna dell’arma, e che
l’impugnatura era priva d’impronte digitali.
¶ Phil
(Philip) Schneider
(23 aprile 1947 - ? gennaio 1996), con un’esperienza professionale di
17 anni come esperto di esplosivi, ingegnere strutturale e geologo per
il Governo ed alcuni contractor della Difesa americana, come la
Morrison-Knudsen; P. Schneider fra l’altro fu amico di Al Bielek e
dello stesso Ron Rummel, e sarebbe stato uno dei figli dell’ex
ufficiale medico tedesco Otto Oscar Schneider, catturato dagli Alleati
durante la seconda guerra mondiale ed in seguito passato a lavorare per
la Marina americana prima ancora che venisse varato il Progetto
Paperclip; una volta arruolato in Marina, l'ufficiale sarebbe stato
coinvolto nel famigerato progetto d'invisibilità denominato
<<Philadelphia>> (esperimento ancora oggi
ufficialmente
negato dalla Marina), dagli esiti fisici drammatici ed inaspettati. Le
circostanze del presunto suicidio di Phil Schneider imputato ad un
autostrangolamento con il tubicino del suo catetere – una morte
scambiata inizialmente per un ictus perché la cannetta attorcigliata al
suo collo fu rinvenuta solo più tardi, quando l’edema al collo si era
ridotto – restano misteriose e le conclusioni delle poche indagini
effettuate evidenziano diverse incongruenze ed omissioni da parte degli
inquirenti. Schneider - che decise di rassegnare le dimissioni dai suoi
incarichi nel 1993 perché in coscienza aveva sentito di stare lavorando
per le persone sbagliate - cominciò a rivelare nel corso di conferenze
ed incontri pubblici la sua verità sul black budget americano, sulle
installazioni militari sotterranee presenti negli Stati Uniti (almeno
131 alla data del 1995, tutte collegate già allora da una rete di treni
a levitazione magnetica capaci di raggiungere Mach 2) e di
installazioni sotterranee in Europa facenti parte del “Progetto Malta”
(in Spagna, nell’ex Germania Ovest ed in Italia), sostenendo che egli
aveva direttamente contribuito alla realizzazione di alcune di esse;
Schneider sarebbe stato inoltre uno dei tre sopravvissuti alla
cosiddetta “Guerra di Dulce”: uno scontro a fuoco fra alieni umanoidi -
“large Grays” li definiva lui, perché di pelle grigiastra e statura
superiore alla nostra - e militari e tecnici statunitensi, avvenuto
nell’agosto 1979 nel sottosuolo del Nuovo Messico, vicino alla piccola
cittadina di Dulce nella contea di Rio Arriba (sede della riserva
Jicarilla Apache), dove si stava approntando l’ampliamento di una
preesistente base sotterranea terrestre. Tale conflitto sarebbe nato
dall’inaspettato incontro con una sconosciuta base di tali alieni, già
residenti lì da alcuni secoli, un episodio che avrebbe poi contribuito
– in proposito è abbastanza esplicito Schneider nei suoi discorsi - ad
innescare un’occulta guerra contro gli esseri provenienti dallo Spazio,
da parte sia degli Stati Uniti sia dell’ex Unione Sovietica, guerra che
– stando alle parole di Phil Schneider - la Russia avrebbe poi
continuato almeno sino al 1995 (Schneider morì nel gennaio 1996). In
realtà Schneider fece capire che a certi livelli la presenza di quella
base sotterranea cavallo di troia era nota, e questo spiegherebbe la
contemporanea presenza di militari addestrati (forze speciali come i
Berretti Neri, che all'epoca in America potevano essere soltanto i
Rangers) e tecnici civili durante un lavoro di scavo che allora – per
quanto segreto - stava diventando ordinaria amministrazione per gli
addetti ai lavori.
Potrebbe tale presunto conflitto
di Dulce essere stato – il condizionale è d’obbligo, naturalmente – uno
dei catalizzatori segreti dell‘iniziativa americana del progetto
spaziale SDI (Strategic Defense Initiative) e del successivo storico
summit di Ginevra fra Gorbaciov e Reagan? La scoperta di uno o più
corpi celesti anomali effettuata grazie al telescopio all’infrarosso
I.R.A.S. – riferita in parte alla stampa nel 1983 – potrebbe soltanto
aver accelerato un processo di decisioni prese in seno ad alcune alte
sfere dell’Establishment, un processo forse già in moto sin dalla fine
degli anni ’70. Anche la scomoda testimonianza dello scomparso Thomas
Edwin Castello (23 aprile 1941, Glen Ellyn, IL - ?) – un presunto
tecnico della videosorveglianza dell’installazione sotterranea di Dulce
– presenta diverse analogie e punti in comune con lo scenario
delineato, e potrebbe contenere altri fatti storici occulti, che hanno
avuto – ed hanno tuttora - ripercussioni decisive nello svolgimento
della storia.
Ma torniamo al summit internazionale
fra le due superpotenze: un incontro al vertice – quello ginevrino del
novembre 1985 - che cambiò i rapporti internazionali ed avviò una
politica di distensione che condusse alla fine della Guerra Fredda. Si
comprenderebbero meglio allora le sibilline parole pronunciate da
Ronald Reagan all’Assemblea delle Nazioni Unite di New York, il 21
settembre 19871. Si legga in proposito anche il resoconto sulla mia
scomoda domanda rivolta a Gorbaciov nel giugno 2006 durante
un'affollata conferenza stampa (vedi in proposito UFO Notiziario,
nr.64, agosto/settembre 2006, Reagan
e l’ipotesi di una minaccia di un
pianeta alieno. Gorbaciov: “Ne parlò anche con me”, di
Luca
Scantamburlo, pagg. 37-43), e la preziosa testimonianza che lo stesso
Gorbaciov rese in seguito a Fabio Fabio nell’ottobre 2006, quando fu
interpellato in merito al fenomeno Ufo (UFO Notiziario nr.
66, dicembre
2006/gennaio 2007, Un’allenza
militare contro un ipotetico attacco
alieno?, di Luca Scantamburlo, pagg. 83-85).
¶ Milton
William Cooper
(6 maggio 1943 – 5 novembre 2001), in forza dagli anni ’60 dapprima
all’U.S. Air Force e poi alla Marina militare dove fu anche membro
dell’O.N.I. (Official of Naval Intelligence), i Servizi segreti della
Marina; Cooper, dopo il suo pensionamento nel 1974, divenne un
sostenitore della milizia patriottica oltre che ospite e conduttore
radiofonico (celebre il suo show Hour
of the Time); scrisse un libro
divenuto abbastanza noto (Behold
A Pale Horse, 1991), realizzò
documentari e partecipò a conferenze dove denunciò il complotto che
portò all’assassinio di J.F. Kennedy, la presenza sulla Terra di razze
predatorie extraterrestri ed il Nuovo Ordine Mondiale; alcuni anni
prima di morire fu accusato di evasione fiscale, e nel luglio e
settembre 2001 addirittura di minacciare con un’arma i passanti di
fronte alla sua casa. La sua morte avvenne in un mai chiarito scontro a
fuoco avvenuto nella sua proprietà - a Eagar, in Arizona - con
ufficiali dell’ufficio dello Sceriffo della Apache County, dopo che
Cooper fu provocato ad uscire attraverso un disturbo con della musica
ad alto volume.
Ma torniamo alle evidenze fisiche esibite
come prove: Schneider, per esempio, era solito portare con sé tutta una
serie di documenti fotografici ed oggetti, come pretesi campioni di
elementi transuranici stabili – non ancora sintetizzati o scoperti,
come l’elemento dal numero atomico 140, ufficialmente ancora
inesistente - e campioni di leghe metalliche che egli sosteneva fossero
da tempo impiegate dal complesso militare-industriale in velivoli dalle
caratteristiche stealth e sottomarini segreti di classe Phoenix, leghe
ottenute direttamente o indirettamente da entità aliene (“the large
Grays”).
Fantascienza? Oggi non direi, visto che si parla
con sempre maggiore convinzione nell’ambito della chimica e della
fisica nucleare dell’esistenza di un’isola di stabilità nella tavola
periodica degli elementi. Un’ipotesi che risale al 1966 ma che fu
corroborata sperimentalmente soltanto a partire dal 1994.
La tecnologia suddetta - di cui ha parlato l'ex geologo americano -
sarebbe parte della merce di scambio prevista da più accordi
governativi segreti fra fazioni aliene ed umane, accordi come il
presunto Greada Treaty a quanto pare firmato nel febbraio 1954 alla
base di Edwards in California da una delegazione terrestre capeggiata
dal Presidente statunitense D. Eisenhower in rappresentanza del Governo
americano, ed una delegazione aliena di una razza non meglio precisata.
Una firma apposta senza alcuna consultazione e benestare del Congresso,
totalmente all'oscuro dei fatti.
Testimone eccellente
dell’evento - come confermato da un insider della Santa Sede incontrato
a Roma nel 2001 dal freelancer italiano Cristoforo Barbato – sarebbe
stato il vescovo di Los Angeles, James Francis McIntyre, invitato dallo
stesso Eisenhower per avere sostegno morale e spirituale su una
decisione difficile ed unica nella storia dell’umanità, sulle cui
conseguenze forse lo stesso Eisenhower deve essersi interrogato
profondamente considerate le parole di ammonimento pronunciate durante
il suo discorso televisivo d’addio alla nazione americana, nel 1961.
Per approfondimenti in merito alla testimonianza raccolta da Barbato,
vedi l'Intervista al
Gesuita.
Pare che tale trattato
politico sui generis siglato fra specie diverse in realtà non sia stato
l'unico: si vocifera di un precedente, risalente agli anni '30, e di un
successivo stipulato nel 1964. Di questi, tuttavia, vi sono
indiscrezioni meno attendibili.
Tornando al rivelatore P.
Schneider, quando il 17 gennaio 1996 fu ritrovato cadavere ed in
decomposizione da alcuni giorni nella sua abitazione di Wilsonville in
Oregon, tutte le foto ed i suoi esotici reperti metallici che portava
con sé alle conferenze erano scomparsi, mentre non furono sottratti né
i soldi dal suo portafoglio né le sue collezioni di monete.
Il suo amico Mark Rufener testimoniò all’ex moglie di Schneider che
aveva trascorso felicemente con lui i giorni precedenti il Natale del
1995, e che aveva incontrato di nuovo l’amico durante il weekend dell’1
e 2 gennaio 1996. Phil era sembrato entusiasta per via di alcuni
progetti: comprare della terra in Colorado insieme, e scrivere un libro
a due mani a proposito degli UFOs, degli alieni, del black budget e del
Governo Unico Mondiale. Non fu suicidio, secondo Rufener, ma un
omicidio che sembrasse un suicidio.
Quello che è certo è
che la moglie Cynthia M. B. Drayer (B.S. in Geologia alla Portland
State University) da cui Schneider ebbe una figlia (Marie) e si separò
alcuni anni prima di morire, ha affermato in alcune lettere private e
poi divulgate in Rete che ella aveva trovato evidenze che indicavano
che l’ex marito aveva effettivamente lavorato per la Morrison-Knudsen
ad almeno due progetti per la Marina; inoltre, Schneider non solo
presentava una curiosa mutilazione alle dita di una mano, ma aveva una
spaventosa cicatrice sul suo corpo, che correva dal basso addome fin su
allo sterno; una cicatrice ch’egli in alcune occasioni mostrava al
pubblico come prova del conflitto a fuoco con degli extraterrestri al
quale sopravvisse nell’agosto 1979, ed in cui avrebbero perso la vita
66 persone, fra tecnici, agenti dei Servizi segreti, e forze speciali
(Green e Black Berets). Per strano che possa sembrare, la cicatrice
sarebbe stata l'esito di un raggio sparato da una specie di scatola che
tali alieni portavano fissata sul petto. Schneider affermò anche di
aver aperto il fuoco per primo con la sua pistola d'equipaggiamento e
di essere riuscito ad uccidere due di tali creature.
ALIENI “OSTILI” E “BENEVOLI”. E NOI?
Ricordo a titolo
di cronaca che – contrariamente a quanto si potrebbe pensare una volta
letto il presente scritto – da tempo il dottor Steven Greer nega
pubblicamente che vi siano stati o vi siano oggi elementi o indizi che
indichino una possibile attività aliena ostile. Pur rispettando la sua
figura e l’eccezionale lavoro di divulgazione e disclosure da lui
svolto, io non sono d’accordo. Le mie argomentazioni sono state qui
parzialmente esposte, e poggiano su fatti concreti.
Nondimeno, l’incredibile testimonianza di Schneider (divenuta di
dominio pubblico negli anni 1994-1995) riferiva anche della presenza
sulla Terra dell’attività di almeno un paio di razze aliene “benevoli”
(dall’aspetto umano, ma con alcune differenze anatomiche, come ad
esempio un unico grande polmone in luogo di due, e la presenza di 6
dita per mano), a fronte di alcune razze predatorie manipolatrici ed
ingannatrici, che da tempo si starebbero insediando nel nostro pianeta,
mutilando il bestiame, appropriandosi delle secrezioni ghiandolari a
scopi di alimentazione e ricerca biotecnologica, ed agendo in diversi
altri occulti modi con la complicità di gruppi umani elitari,
costituendo così una minaccia alla sopravvivenza stessa della nostra
specie quale noi siamo oggi.
Che esista qualche
connessione con quanto dichiarato dallo scomparso Aaron Russo durante
un'intervista? A. Russo - regista e produttore
cinematografico
molto noto negli States e scomparso recentemente - tempo addietro
divulgò pubblicamente l'inquietante contenuto di un suo colloquio
privato avuto con Nicholas Rockefeller (vedi in proposito il mio
scritto Un mondo nuovo ed un mondo orwelliano sono già alle porte?).
Non possiamo certo sperare che altri risolvano al posto nostro problemi
di natura politica, ambientale e di crisi energetica, anche perché
sarebbe una soluzione temporanea ed antieducativa; ma conforterebbe
molto sapere che altri esseri “benevoli”, o apparentemente tali, da
qualche parte dell’Universo sono riusciti ad evolversi in civiltà
tecnologiche capaci di viaggio spaziale a velocità relativistiche o
superiori, ma non dimentiche di alcuni principii come il rispetto per
l'ambiente e le sue diverse specie viventi, la sacralità della vita, la
sensibilità verso i sentimenti ed il timore reverenziale verso il
mistero della Creazione.
Principii che noi a parole difendiamo ed a cui ci ispiriamo,
ma che spesso tradiamo nei fatti.
Chiudo ricordando un’espressione che Phil Schneider amava
particolarmente - consapevole dell'enorme resistenza psicologica che
nasceva di fronte alle sue parole - e che utilizzava dopo aver
sottolineato al pubblico che sapeva bene quanto scioccante ed
incredibile apparisse il suo resoconto: <<Feel free to do
your
own homework>>. Sentitevi liberi di fare i vostri compiti
per
casa, cioè – parafrasando – ascoltate, leggete, confrontatevi, e
consultate documenti pubblici ed archivi.
Ciò che ogni
cittadino dovrebbe fare – nei limiti del suo tempo libero - per
sentirsi pienamente tale. Credo che una grande libertà – oggi - stia in
questa scelta: fra l’essere semplici consumatori o diventare anche dei
cittadini più responsabili.
ERRATA CORRIGE
Il
termine inglese "stroke", presente nelle lettere e nelle dichiarazioni
online dell'ex moglie di Phil Schneider - Cynthia Drayer - è stato
erroneamente da me tradotto con "infarto". Nel contesto in cui è usato
significa invece "colpo apoplettico, ictus". Mi scuso con i fruitori
del sito. L. Scantamburlo
Aggiornamento: 1° febbraio 2008
BIBLIOGRAFIA, FILMOGRAFIA, RIFERIMENTI ED ULTERIORI INFORMAZIONI
BIGNAMI Luigi per Panorama,
17/01/2008, nr. 3 (2176), anno XLVI, Haarp, fuori la verità,
pag.121.
BRANTON, The Dulce Book,
di Branton, capitolo 11, A
Dulce Base Security Officer Speaks Out;
capitolo 33, Phil Schneider vs. the New World Order - edizione online
del 1996. Da alcuni anni è tuttavia disponibile anche una versione
cartacea edita in lingua inglese, intitolata:
The Dulce Wars:
Underground Alien Bases and the Battle for Planet Earth,
di
Branton, Inner Light - Global Communications, Dicembre 7,
1999,
ISBN-10: 1892062127 - ISBN-13: 978-1892062123.
DRAYER Cynthia in lettere
di:
testi delle lettere sulla misteriosa morte dell’ex marito, scritte ad
amici ed investigatori per perorare una riapertura del caso, e
reperibili online da alcuni anni. In una di esse datata 4 agosto 1997,
la Drayer afferma di autorizzare il destinatario a condividere con
altri le informazioni fornite: ella in essa afferma di aver visto con i
propri occhi alcuni degli originali documenti ingialliti appartenenti
al padre di Phil, Otto Oscar Schneider (morto nel 1993) il quale,
stando alla donna, usufruì in vita della più alta autorizzazione alla
segretezza, denominata “Cosmic”, in qualità di medico della Marina
statunitense, e fu autore delle autopsie condotte su alcuni sfortunati
membri dell’equipaggio della Eldridge protagonista dell’esperimento
Philadelphia. Nei cadaveri di alcuni di essi furono rinvenuti degli
“impianti”, che all’epoca (anni ’40) lasciarono il medico molto
perplesso. Pare che furono trovati dietro agli occhi, nelle braccia,
nelle gambe, ed all’interno dei cervelli. I sopravvissuti
all'esperimento, sconvolti dal salto spaziotemporale, sarebbero stati
invece rinchiusi in un ospedale psichiatrico della Virginia.
L’espresso,
01/11/2007, nr.43, anno LIII, E.T.
parla siciliano,
di Giuseppe Lo Bianco e Piero Messina, pag.105.
MALINI Roberto in Ufo Il
dizionario enciclopedico - Giunti Editore, Demetra, 2003.
SCANTAMBURLO Luca per UFO Notiziario,
nr.64, agosto/settembre 2006, Reagan
e l’ipotesi di una minaccia di un
pianeta alieno. Gorbaciov: “Ne parlò anche con me”, pagg. 37-43.
SCANTAMBURLO Luca per UFO Notiziario,
nr. 66, dicembre 2006/gennaio 2007, Un’allenza militare contro un
ipotetico attacco alieno? pagg. 83- 85.
STONE Clifford, Clifford Stone Document
Archive, in collaborazione con AboveTopSecret.
The Disclosure Project,
di Steven M. Greer, M.D., video della conferenza stampa al National
Press Club,
Washington, D.C., 9 maggio 2001.
www.disclosureproject.org
A proposito dell’isola di stabilità nucleare, consultare ad esempio il
testo La Scienza. Molecole, Atomi, Particelle, vol. 12, la Biblioteca
di Repubblica, Redazione Grandi Opere di UTET Cultura, , pagg. 680-692.
In particolare si veda il passo: <<[…] Dal 1994, gruppi
di
ricerca in Germania, negli Stati Uniti e in Russia hanno ampliato il
sistema periodico con sei nuovi elementi, di numero atomico fino al
118. La sintesi pià importante è stata quella degli isotopi
dell’elemento 114, che costituito la dimostrazione definitiva
dell’esistenza dell’isola di stabilità.>>, pag. 683,
ibidem.
1 <<
[…] I occasionally think how quickly our differences worldwide would
vanish if we were facing an alien threat from outside this world. And
yet, I ask you, is not an alien force already among us? >>
U.S. President Ronald REAGAN, 21 settembre, 1987, 42.ma sessione
dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a New York.