DA OLTREOCEANO INDIRETTE CONFERME DEL SECRETUM OMEGA E DEL JESUIT FOOTAGE
di
Luca
Scantamburlo
Non mi stancherò mai di ripetere che la comunità ufologica
italiana (per non parlare del silenzio dei mass media), non sta
prestando sufficiente attenzione alla testimonianza di Cristoforo Barbato (Napoli, 1972), ex caporedattore a Roma, fino al 2003, per alcune riviste nazionali del settore.
Le rivelazioni che Barbato ha cominciato a divulgare con un comunicato
stampa a partire dalla primavera 2005 (note nell’insieme con
l’espressione “Secretum Omega”
mutuandole dalla classifica di segretezza che sarebbe in uso
all’interno di una particolare struttura d’intelligence della Chiesa
Cattolica Apostolica Romana) sono certamente sconcertanti, ma esse
vanno inquadrate in un contesto coerente già preesistente ed al centro
di un’annosa querelle: l’esistenza del Pianeta X.
Ora, mi rendo conto che l’idea che dei padri Gesuiti gestiscano presso
un radiotelescopio in Alaska informative del tipo Sigint che avrebbero
a che fare con un pianeta alieno monitorato da una sonda spaziale
segreta, possa sembrare un connubio tra fantapolitica e fantascienza.
Ma il cosiddetto “Jesuit Footage”
esibito da Barbato nel corso dei suoi convegni è reale, mai smentito o
rivendicato da alcuno sinora. Chi ha fornito tale filmato a Barbato?
Barbato dice che fu la sua stessa fonte: il religioso che lo contattò
nel 2000 dopo averne seguito con interesse i servizi giornalistici sul
Terzo Segreto di Fatima, gli inviò il video in una cassetta VHS. Il
lavoro critico di uno scettico chichessia dovrebbe dunque partire anche
dalla fonte, e non solo dall’evidenza fisica del videotape.
Nondimeno l’insider del Vaticano con cui Barbato è rimasto in contatto
dall’anno 2000 fino a (presumibilmente) l’anno 2002, si è rivelata una
fonte certa: un religioso appartenente all’Ordine dei Gesuiti ed
operante all’interno della Santa Sede. Nel richiedere e nell’indagare
le credenziali del suo contatto Barbato ha svolto un ottimo lavoro. Sul lavoro di verifica delle fonti invito il lettore a leggere il paragrafo nr.14 intitolato Gli angloamericani, tratto dal libro L’atlante delle spie, a firma di Umberto Rapetto e Roberto Di Nunzio (pag. 95, Saggi BUR, 2002): "[…] Il
problema della verifica delle fonti non riguarda solo il giornalismo,
ma soprattutto l’intelligence. Più la fonte è segreta, più è
impossibile verficarne l’esattezza. Più la fonte vive dentro l’ambiente
analizzato, più sembra attendibile.” Tale passo è una citazione del capitolo nr. 5: Lo spionaggio in porpora: il Vaticano.
Gli autori, rispettabilissimi, sono due voci estranee alla materia
alieni-UFO: Umberto Rapetto è un tenente colonnello della Guardia di
Finanza, mentre Roberto Di Nunzio è un giornalista.
Poco più indietro gli autori scrivono: ‘[…]
Se uno Stato ha interessi in tutto il mondo, deve assolutamente avere
una altrettanto estesa diplomazia. Il nesso tra intelligence e
diplomazia è pubblicamente richiamato e rivendicato dal gesuita Robert
A. Graham, quando afferma che “la storia dello spionaggio in Vaticano
tende a confermare questa tesi”, avvertendo però che “esiste solo una differenza di mezzi e di metodi”.’ (pag. 89, ibidem). Questo passaggio è evidentemente un’indiretta conferma dell’esistenza dei Servizi segreti vaticani.
Tuttavia, a parte le mie ricerche ed i miei approfondimenti pubblicati sulle pagine di UFO Notiziario,
mancava ancora una voce autorevole che potesse in qualche modo
suffragare la testimonianza di Cristoforo Barbato. Finalmente è
arrivata e da oltreoceano per giunta.
Si tratta di un passaggio del recente saggio di Steven M. Greer, M.D., intitolato Hidden Truth – Forbidden Knowledge. Leggiamo dal capitolo 16 “Circoli di potere”, pubblicato in parte dal nr. 64 della rivista bimestrale Nexus attualmente in edicola: “[…]
E lei [sta parlando a Greer un insider del gruppo che si oppone alla
segretezza sugli UFO e gli alieni, nda] dovrebbe parlare con certe
commissioni di esperti, nonché con determinati ordini religiosi e
determinati ordini di sacerdoti gesuiti che detengono il controllo del
trasferimento di tecnologia.” (pag. 67, Nexus, nr.64, Ottobre-Novembre 2006).
Greer è un medico americano ma da anni è direttore del “Disclosure
Project”: un progetto finalizzato a raccogliere e divulgare
testimonianze credibili di ex militari ed ex agenti dei Servizi che
hanno avuto a che fare con la tematica UFO. Egli ha avuto sin
dagli anni ’90 importanti contatti con membri dell’intelligence e pezzi
grossi del calibro di C. Richard D’Amato (Hackensack, New Jersey, 28 Settembre, 1942), detto Dick.
D’Amato ha combattuto in Vietnam come capitano di Marina, per poi
diventare Assistant Professor del Governo presso la U.S. Naval Academy
(1968-71). D’Amato è stato inoltre dal 1980 al 1987 National and
International Security Specialist per il Senatore Robert C. Byrd
(un intimo amico di Ronald Reagan oltre che persona nota per la sua
integrità morale; celebre il suo j’accuse al Congresso contro la
decisione d’intervenire militarmente in Iraq per combattere il
terrorismo), membro del National Security Council (NSC)
e per ben dieci anni (1988-1998) Democratic Counsel (Consigliere) della
Commissione Senatoriale per i Finanziamenti. Attualmente Richard
D’Amato è delegato alla Assemblea Generale dello Stato del Maryland.
Non si tratta certo dell’ultimo arrivato.
Il dottor
Steven Greer lo incontrò anni fa durante le sue indagini sulla
segretezza governativa apposta sulla tematica UFO, ci dice egli stesso
nel testo estratto dal suo libro, e D’Amato confermò al medico
statunitense che progetti di ricerca e gestione del fenomeno UFO sono
reali ma hanno a che fare con “il gruppo più accademico di tutti i progetti neri”, una sorta di governo ombra al di fuori di ogni controllo (pag. 66, ibidem).
Ed il riferimento di Greer ad un particolare gruppo all’interno
dell’ordine dei Gesuiti incaricato del “trasferimento di tecnologia”,
gruppo che potrebbe fornire utili informazioni sulla tematica
UFO/alieni, non sembra una boutade. Esso è inoltre coerente con le
informazioni rilasciate da Cristoforo Barbato in merito al
coinvolgimento del Vaticano nella questione aliena.
Ci sono ancora dubbi sulla potenziale portata copernicana
della fuga controllata di notizie proveniente da una Quinta Colonna
della ufficiosa intelligence della Chiesa? Io credo che quanti hanno
denigrato ed attaccato il lavoro d’indagine giornalistica di Barbato
dovrebbero fare pubblica ammenda, o perlomeno cominciare a diffondere
ed eventualmente approfondire su testi e riviste le sue difficili
ricerche.