Riguardo al volto della cosiddetta sfinge marziana, nota
come "THE FACE" , vi sono tre diversi fotogrammi del 1976 (delle
sonde Viking Orbiter della NASA) che riprendono da diverse
angolazioni la medesima conformazione geologica, o meglio orografica:
sono i frames catalogati: 35a72, 35a76 e 70a13.
Dunque non poteva trattarsi di un gioco di luce ed ombre, come invece
sottolineò negli anni '70 il personale addetto stampa della NASA.
Doveva per forza trattarsi di un rilievo montuoso a forma di volto
umano. Restava, e resta ancora oggi, da capirne la causa: frutto di
movimenti tellurici, erosione eolica ed idrica in un remoto passato
oppure enorme prova tangibile di una civiltà extraterrestre ed
antidiluviana? Negli anni seguenti la NASA, pressata dalle
continue insistenze di ricercatori ed ufologi che volevano vederci
chiaro, puntò le camere fotografiche della sonda MGS (Mars Global
Surveyor) sulla piana di CYDONIA, per fotografare LA FACCIA, ma di
proposito questa volta. La foto che nel 1998 il JPL di Pasadena (centro
di controllo delle sonde spaziali della NASA, in California) rilasciò
al pubblico in una conferenza stampa, deluse ed amareggiò gli studiosi
di frontiera e di paleoastronautica, in quanto più che um'immagine
dettagliata di un volto umano, la nuova foto (con una risoluzione
migliore rispetto al 1976) sembrava mostrare una GIGANTESCA LETTIERA
PER GATTI SPAZIALI. (in inglese fu infatti chiamata dai ricercatori
"the Catbox Picture").
Non ci volle molto per i ricercatori informatici, come
l'ingegner statunitense MARK CARLOTTO, a capire che quella foto era sì
della cosiddetta "faccia", ma era stata processata informaticamente in
modo anomalo perdendo molte caratteristiche prospettiche del rilievo
marziano (mancava contrasto e profondità d'immagine). Infatti, a
riprova di ciò, il Mars Global Surveyor (sempre della NASA), nel 2001
acquisì con la sua fotocamera una nuova immagine che mostrava
nuovamente i tratti di un volto umano, con un livello qualitativo
superiore a quello delle sonde Viking.
Un'altra
immagine è stata recentemente acquisita dalla fotocamera THEMIS della
sonda spaziale Mars Odyssey (NASA), mostrando ancora una volta la
presenza di un volto dalle sembianze umane. La foto analoga (tutte le
immagini della cosiddetta Faccia di Marte sono state dettagliatamente
discusse dal giornalista scientifico Richard Hoagland in un congresso
di alcuni anni fa presso l'Università del Wisconsin), è stata segnalata
da Marc Tonnies, ricercatore ideatore e promotore del gruppo Cydonia
Imperative.
Dunque la NASA non sembrerebbe occultare il
proprio materiale, ma operare ambiguamente a seconda del periodo
storico e della situazione socio-politica. E di questa trasparenza, per
quanto non perfetta, dovremmo comunque esserLe grati,secondo me. Senza
le sonde NASA la nostra comprensione e conoscenza del Sistema Solare
sarebbe di gran lunga inferiore.
THE FACE,
dunque, è ancora lì su Marte, con il suo enigmatico sguardo analogo a
quello della sfinge della piana di Giza, in attesa di una risposta
interpretativa da parte della specie umana.