< La Luna è ancora una "severa maestra" di Paolo Rosati - 20 luglio 2009

DIDASCALIE IMMAGINI
a cura di

Luca Scantamburloline_sx2.gifFrame dal video caricato su YouTube da "moonwalker1966delta"

Bagliori all'orizzonte selenita,
mentre il LRV dell'Apollo 20 avanza verso l'astronave madre.

Frame dal video
"APOLLO 20 EVA2 ON THE WAY TO THE MOTHERSHIP"

VIDEO SU YOUTUBE


diffuso da "moonwalker1966delta"
su YouTube,
il giorno dell'Indipendenza Americana (4 luglio 2009).


Qui di seguito un altro frotogramma che mostra il naso di uno degli astronauti:
è forse quello di William Rutledge, Comandante dell'Apollo 20?



Frame dal video diffuso il 4 luglio 2009 su YouTube da moonwalker1966delta, Apollo 19 CDR: si tratta del naso del Comandante dell'Apollo 20?

Frame di trasmissioni tv?
Apollo 20 EVA2, agosto 1976



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Il lancio dello SPace Shuttle Columbia - STS-107, anno 2003

Photo Credit: NASA

Il lancio dello
Space Shuttle Columbia:
anno 2003, missione STS-107.
Sarà l'ultima missione per il Columbia:
la navetta si disintegrerà al rientro nell'atmosfera a causa di un incidente.

Nel gennaio 2008 William Rutledge (a.k.a. come "retiredafb) ha diffuso su YouTube un paio di video che sarebbero filmati inediti della NASA relativi alla missione STS-107 di cui sopra, drammaticamente terminata con la morte degli astronauti.
Immagini - quelle rese pubbliche da Rutledge - di vita quotidiana in orbita, ma eloquenti nel loro realismo e nella loro semplicità.

I video
- credo indubbiamente autentici e diffusi come un tributo all'equipaggio - sono stati rimossi dallo stesso Rutledge in un secondo momento.





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AS17-137-20900, Apollo 17 Image Library, Courtesy NASA

In questa foto scattata durante la missione Apollo 17 (anno 1972)
è visibile sulla destra,
vicino alla roccia lunare,
un astronauta.

Di chi si tratta,
si chiede Paolo Rosati nel suo testo?
Si tratta forse di un componente femminile di un equipaggio segreto, magari dell'USAF, aggiungo io?  


Photo: Courtesy NASA
AS17-137-20900
Apollo 17 Image Library

Source:
http://history.nasa.gov







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LA LUNA È ANCORA
UNA "SEVERA MAESTRA"

 


NON COPIARE QUESTO ARTICOLO SENZA RICEVERE PERMESSO SCRITTO DALL'AUTORE


di Paolo Rosati


 20 luglio 2009


Sono passati quarant?anni da quella magica notte di luglio del 1969, quando, bambino di 9 anni, osservavo la Luna dal lungomare di Marina di Massa, ove trascorrevo le vacanze estive, e pensavo a quegli uomini che stavano arrivando lassù, con una piccola capsula spaziale a forma di ragno, e quel pensiero mi appassionava a tal punto da non riuscire a dormire per tutta la notte, e seguire insieme a mio padre quelle immagini sfuocate ma incredibilmente belle che un vecchio televisore in bianco e nero trasmetteva in diretta. Quel 20 luglio del 1969 dormimmo in pochi sul pianeta Terra, affascinati e rapiti da ciò che stava accadendo nello spazio, dove tre uomini stavano realizzando il sogno di generazioni di poeti e scrittori, e ci regalavano l?illusione di un progresso che pareva essere senza limiti.
  La conquista della Luna fu il risultato di uno sforzo economico e tecnologico enorme, di una programmazione che seppe superare difficoltà inusitate e che continuò malgrado le tragedie che ne segnarono il passo. Se Apollo 11 arrivava trionfalmente sulla Luna, Apollo 1 aveva visto la tragica fine di un intero equipaggio di astronauti divorati dalle fiamme appena due anni prima. Ma tutto questo non fermò questa incredibile corsa alla Luna, motivata dalla sfida che il Presidente J.F. Kennedy aveva lanciato all?inizio del decennio, e corroborata dallo spirito di competizione con la superpotenza sovietica, che aveva battuto gli Stati Uniti già in tre occasioni, con il lancio dello Sputnik, con il primo uomo in orbita nello spazio (Gagarin) e con la prima passeggiata nello spazio di un essere umano compiuta dal cosmonauta Alexei Leonov.
  Oggi, a 40 anni di distanza, le condizioni politiche sul nostro pianeta sono cambiate radicalmente.
  


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 L?Unione Sovietica si è dissolta. Gli U.S.A. sono tuttora una superpotenza economica, tecnologica e militare, ma la nuova amministrazione americana ha intuito che l?America non può risolvere né tanto meno imporre le proprie soluzioni al resto del pianeta Terra. La globalizzazione economica e l?avvento del web hanno di fatto dissolto i confini fra le nazioni, creando comunità ?virtuali? di individui che quotidianamente si scambiano informazioni. Oggi stiamo arrivando a comprendere che, prima di essere italiani, britannici, americani o cinesi, siamo prima di tutto abitanti di un stesso pianeta, e di essere  una specie che vive sul terzo pianeta di un sistema solare che orbita in un braccio periferico di una galassia che abbiamo chiamato Via Lattea.
  Le opinioni che abbiamo di noi stessi sono state soggette a parecchie ?revisioni? durante gli ultimi duecento anni. La pluralità delle culture che la razza umana ha generato nel corso della sua lunga e tribolatissima storia è alle nostre spalle, con tutto il suo carico di verità e menzogne, speranza e disperazione, intelligenza e follia. La percezione dell?universo che ci circonda, del pianeta in cui abitiamo e della natura in cui siamo immersi,  hanno perso ogni connotazione mitica per assumere il volto razionale di sistemi che interagiscono fra loro, e dal cui equilibrio dipendiamo per la nostra stessa esistenza. Siamo di fronte ad un passaggio epocale che non ha confronti col passato. Inizia prepotentemente a farsi strada la consapevolezza di come la nostra esistenza -come specie e come individui- non possa essere più separata dalla constatazione di come il benessere di un popolo sia oramai connesso al benessere di tutti i popoli della Terra. Le barriere ideologiche, razziali, culturali e religiose sono confini labili ed evanescenti.  A Washington, alla Casa Bianca, si è insediato da un anno il primo Presidente afro-americano della Storia degli Stati Uniti d?America. Il sogno di Martin Luther King si è incarnato in Barack Obama.
  Quarant?anni dopo si ritorna a parlare della Luna.
  Se ci avviciniamo alle edicole troviamo periodici specializzati che ripropongono in copertina l?immagine di Edwin Aldrin sulla Luna, immortalato da Neil Armstrong. Se riviste come Focus Storia celebrano l?evento di 40 anni fa rivivendone i momenti cruciali, Le Scienze si spinge oltre, preconizzando un futuro all?insegna del ritorno dell?uomo sulla superficie selenita come prima tappa obbligata verso la conquista di Marte. Una rivista specializzata di astronomia come il mensile Coelum ha addirittura allegato una riproduzione metallica della targa che Neil Armstrong e ed Edwin Aldrin lasciarono sulla Luna. Giovanni Anselmi, direttore della rivista, ha inteso inserirla, allegata alla rivista, come una sorta di ?memorabilia?, ricordando, non senza commozione,  un?analoga riproduzione in cartoncino dell?epoca, inserita nel numero della rivista settimanale Epoca in edicola tre giorni dopo l?allunaggio di Apollo 11.
Non solo.

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  Periodici prestigiosi come L?Europeo hanno dedicato un intero numero monografico alla conquista della Luna, ristampando gli splendidi reportage da Houston di una giovane Oriana Fallaci, allora affascinata dall?epopea spaziale, che avrebbe narrato in maniera formidabile nel suo libro Se il Sole muore.
Sì, la Luna ritorna a farci sognare. E ad incuriosirci.
Oggi il mondo non è più diviso in due blocchi contrapposti. Oggi certe ?coperture?, inevitabili e dettate dal segreto militare, tipiche della ?guerra fredda?, iniziano a venire meno, e notizie, rivelazioni, anche clamorose, si fanno largo nel web.
Esistono episodi che iniziano a venire raccontati, in maniera sempre meno clandestina, che narrano vicende e fatti che la storia ufficiale degli anni Sessanta e Settanta non registrò. Episodi e fatti che tuttavia appartengono anch?essi all?epopea delle conquiste spaziali, e della Luna in particolare. Episodi che i giornali dell?epoca relegavano in piccoli occhielli nelle pagine interne. Vedi il caso di strani fenomeni luminosi registrati durante lo sbarco di Apollo 11, e riportati a pagina 2 del Corriere della Sera di lunedì 21 luglio 1969, che ne parla in questi termini:


?CONFERMATA LA LUCE NEL CRATERE ARISTARCO?
?Bochum 20 luglio notte. L?osservatorio di Bochum annuncia che una certa attività alla superficie della Luna è stata osservata sabato per cinque secondi nel cratere Aristarco. Questa attività ha determinato una luminosità particolarmente intensa. L?Osservatorio ha immediatamente avvertito la NASA, che ha risposto oggi che il fenomeno era stato osservato anche dai cosmonauti. E? la prima volta che l?osservazione di un fenomeno lunare avviene contemporaneamente ad opera di un Osservatorio terrestre e dell?equipaggio di un ordigno spaziale. (ANSA-AFP)?


  Per chi vuole leggere la notizia, la ritroverà in un trafiletto a centro pagina, accanto alla fotografia di Andrew Aldrin, figlio di 10 anni dell?astronauta di Apollo 11, che  posa accanto una riproduzione dell?Apollo 11 durante una visita al centro spaziale di Houston.
Le luci nello spazio, per la verità, erano state segnalate in precedenza in parecchie missioni spaziali attorno alla Terra, sia da parte americana che sovietica. Ma durante la missione Apollo 11 si verificarono altri episodi ?anomali?, uno dei quali raccontato da Edwin Aldrin, e riportato in Italia dall?autorevole quotidiano La Stampa di Torino, il 26 luglio del 2006, da Vittorio Sabadin.
??Due frasi, scambiate il 19 luglio, poco prima dello sbarco, erano sembrate a tutti i tecnici che seguivano la missione una normale richiesta di informazioni, ma nascondevano un segreto che Aldrin ha rivelato solo adesso: l?Apollo 11 non era solo nello spazio. L?equipaggio chiese alla base dove si trovasse rispetto a loro l?S-IVB, il terzo modulo del razzo che li aveva spinti verso la Luna. Dopo qualche minuto, Houston rispose che si trovava a 6000 miglia nautiche, circa 11.000 chilometri.  ?Non poteva dunque essere quello ? ha rivelato Aldrin ? il grande oggetto che vedevamo dall?oblò ad una certa distanza da noi. Era a forma di anello e si muoveva ad ellissi. Collins decise di guardarlo meglio con il  cannocchiale, non era sicuramente il nostro razzo??.?
Queste dichiarazioni furono oggetto di una trasmissione dell?emittente britannica ?Channel Five?, il documentario ?Apollo 11: The Untold Story?, trasmesso la sera del 24 luglio 2006.
Forse stupito dall?ampio eco che le sue affermazioni avevano avuto, pochi giorni dopo, il 31 luglio, nel corso del programma radiofonico ?Coast To Coast? condotto da Gerge Noory, Aldrin smentì di avere avvistato UFO nel corso della missione Apollo 11, affermando di avere visto lampi luminosi notturni. Tali lampi vennero identificati come particelle Z ad alta velocità durante missioni successive.
 (cfr: Oltrepensiero-Argomento: ufologia. ?Avvistamenti di astronauti USA e cosmonauti russi!? di Alessandro Sacripanti.  http:// www.oltrepensiero.com/modules.php?name=News&file=print)

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  Per la verità sull?episodio esiste anche un?altra versione, assai più drammatica.
Si tratterebbe addirittura di uno spezzone di trasmissione radio fra l?Apollo 11 ed il centro di controllo di Houston. Che si tratti dello stesso episodio non è possibile essere certi. Sicuramente il dialogo che avviene e che riporto testualmente lascia intendere un momento assai drammatico della missione spaziale.

Astronaut 1:   Ah, what is it?
Astronaut 2:   We have [...] explanation for that?
Mission Control:   We have not, don?t worry, continue your program!
Astronaut 1:   Oh boy it?s a? it?s? it? it is really something [...] fantastic [...], you, you could never imagine this!
Mission Control:   Roger. We know about that. Could you go the other way? Go back the other way!
Astronaut 1:   Well it?s kind of [...]  pretty spectacular... My God ? what is that there?
Astronaut 1:   It?s [...], what the hell is that?
Mission Control :   Go Tango! Tango!
Astronaut 1:   There?s kind of light there now...
Mission Control:   Roger, we got it. We [...] Lose comunication, Bravo-Tango, Bravo-Tango. Select Jezebel, Jezebel!
Astronaut 1:   Yah...eh, but this is unbelievable!
Mission Control:   We call you up. Bravo Tango. Bravo Tango!


  Di questo breve ma significativo colloquio esiste l?audio, che sarebbe stato raccolto e registrato all?epoca da radioamatori russi che seguivano in diretta dalla Terra le trasmissioni radio fra gli astronauti ed il centro controllo di Houston. Esso è stato anche recentemente mandato in onda durante un servizio in una puntata della trasmissione ?Top Secret? condotta da Claudio Brachino, dal titolo ?Gli alieni esistono??, a cui ha partecipato l?astronauta italiano Umberto Guidoni, lo scrittore ufologo Roberto Pinotti del Centro Ufologico Nazionale ed il giornalista Luigi Bignami. Tale colloquio non è ovviamente stato registrato nei verbali ufficiali della NASA, ma circola in rete da diverso tempo. Il fatto stesso che sia stato oggetto di una trasmissione televisiva così seguita depone a favore di una certa veridicità, benché sia impossibile verificarla compiutamente. Sicuramente i toni delle voci che si sentono lasciano intuire tutta la tensione del momento.
  Non soltanto durante la missione Apollo 11 si verificarono episodi poco chiari.
Stavolta a suscitare delle legittime curiosità è una fotografia ufficiale scattata dalla missione spaziale Apollo 17. Parlo della fotografia  catalogata come ?AS17-137-20900?
  Essa mostra l?immagine di un astronauta che si scorge sulla destra, dietro un masso lunare davanti al quale è stata posizionata una apparecchiatura dall?equipaggio della missione. Ciò che colpisce di questo astronauta è l?equipaggiamento. Il casco è completamente differente da quelli indossati da Cernan e Schmitt durante la missione. Esso pare addirittura sormontato da una strumentazione assai particolare, non in uso dagli astronauti americani dell?epoca. Inoltre dietro le spalle dell?astronauta non si nota il back pack comprensivo del contenitore per l?ossigeno, che invece appare in tutte le fotografie dietro gli astronauti di tutte le missioni Apollo.
  Chi è questo astronauta?  Perché appare in una fotografia?

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  Ma il mistero circa presenze aliene sulla superficie selenita si arricchisce di un?altra importante ed autorevole pagina, attraverso le dichiarazione di Paul Hellyer, ex vice Premier ed ex Ministro della Difesa canadese, riportate dal quotidiano La Stampa dal corrispondente da New York Maurizio Molinari, pubblicate il 26 novembre 2005. Secondo Hellyer gli Ufo volano da oltre mezzo secolo in totale libertà nei cieli del nostro pianeta, ragione per cui il governo degli U.S.A. starebbe sviluppando armi segrete per fronteggiare possibili attacchi provenienti dal cosmo. Il vero motivo per cui sarebbe stato ordinato alla NASA di realizzare una base lunare entro il 2020 consisterebbe nella ferma decisione della Casa Bianca di monitorare più da vicino gli oggetti volanti non identificati di origine extraterrestre che transiterebbero tuttora indisturbati  verso il nostro pianeta. Tutto questo non è il canovaccio di un ipotetico film di fantascienza. Al contrario, le affermazioni di Hellyer vengono ascoltate da un pubblico di increduli studenti dell?Università di Toronto, nel corso di un simposio sulla ?Exopolitics?. Durante gli anni Sessanta, Paul  Hellyer partecipava alle riunioni a porte chiuse della NATO ed era in particolare informato sui segreti del NORAD, il comando aereo americano-canadese che vigila incessantemente sui movimenti in atto nei cieli del nord America.
 
  Paul Hellyer  afferma chiaramente  che gli UFO sono reali al pari degli aerei che volano sopra le nostre teste, ammettendo la propria preoccupazione per le conseguenze di un possibile scontro con gli esseri che pilotano questi eccezionali velivoli. L?ex vice Premier canadese cita il caso Roswell, dichiarandosi certo senza riserve che il veicolo precipitato in quella zona degli States nel 1947 fosse di origine extraterrestre, rivelando poi il livello di segretezza eccezionale circa l?occultamento del veicolo spaziale e dei corpi del suo equipaggio, tale che la grande maggioranza degli alti funzionari e dei politici degli Stati Uniti, senza contare i Ministri della Difesa, non vennero mai informati di nulla. Soltanto i Presidenti degli Stati Uniti d?America e pochissimi altri sarebbero al corrente dal 1947 della verità circa la provenienza dei resti raccolti a Roswell e delle successive scoperte fatte nella base del Nevada chiamata ?Area 51?.
  Gli USA starebbero preparando da tempo particolari armamenti che potrebbe venire impiegati contro gli extraterrestri, rischiando di conseguenza di far precipitare tutta l?umanità in una sorta di guerra interplanetaria. Il tutto senza avere il minimo sentore di quanto starebbe per succedere. In questa ottica andrebbe inquadrata anche la decisione di costruire una base lunare entro il 2020, anche se ufficialmente la motivazione sarebbe l?uso della stessa come trampolino di lancio per future esplorazioni umane del sistema solare. La base lunare sarebbe in realtà una base militare in grado di osservare i movimenti degli UFO verso e da il nostro pianeta, e, nel caso si decidesse in merito, anche di intercettarli. Il bilancio del 2005 avrebbe già stanziato i primi fondi per la costruzione della nuova generazione di armi spaziali che il Pentagono starebbe sviluppando. Il tutto finalizzato all?evolversi degli scenari possibili di un?incredibile guerra interplanetaria. Hellyer termina la sua relazione invitando ad alzare il velo di segretezza che circonda l?esistenza degli UFO, al fine di far emergere la verità affinché le popolazioni dell?intero pianeta possano apprendere uno dei più grandi problemi che l?intera umanità potrebbe trovarsi ad affrontare in un futuro sempre più prossimo.
Basi sulla Luna per intercettare alieni.
  A chi è stato adolescente negli anni Settanta la memoria corre subito alla formidabile serie di fantascienza UFO, che teneva incollati davanti alla tv tutti i ragazzi dell?epoca nei pomeriggi domenicali. Ma gli UFO sulla Luna non sono solo fantascienza, pare. Anzi.
  Una astronave aliena sarebbe addirittura presente sulla superficie lunare. 

  Chi segue questo sito sa già tutto dell?incredibile caso Apollo 20, e di tutto ciò che è stato fatto per screditarlo e disinnescare la potentissima ed esplosiva rivelazione di missioni spaziali segrete compiute in tandem da Stati Uniti d?America ed Unione Sovietica nel 1976.
Per cui non mi metterò a raccontare ciò che il lettore può trovare in maniera completa ed esaustiva nei formidabili scritti di Luca Scantamburlo.
Posso accennare alla mia esperienza personale, da quando ne lessi l?esistenza per la prima volta su UFO Notiziario n°70 di agosto/settembre 2007, attraverso gli approfondimenti personali leggendo  servizi usciti su altre riviste, la visione di tutti i filmati sui siti di YouTube e di Revver,  ed alcune considerazioni che via via ho maturato personalmente, soprattutto seguendo l?opera di demolizione che si è cercato di fare a questa vicenda, talvolta in maniera non ortodossa, secondo dubbi criteri giornalistici di obbiettività e di correttezza.

  Da un atteggiamento iniziale possibilista, ma sostanzialmente scettico, ho maturato una crescente attenzione verso il caso che si dipanava su internet attraverso i nuovi filmati che ?retiredafb? inseriva nella sua pagina, e soprattutto con l?ingresso su YouTube dell?utente ?moonwalker1966delta?.
I filmati che si trovano su questo profilo di YouTube sono estremamente interessanti e significativi, nella loro apparente semplicità. Soprattutto quelli relativi a ?Apollo 20 EVA 1? e ?Apollo 20 EVA 2 ON THE WAY TO THE MOTHERSHIP?, ove la superficie lunare si rivela nella sua inconfondibilità, ed emergono piccoli particolari che sicuramente Luca Scantamburlo approfondirà con il suo consueto rigore e la sua grandissima onestà intellettuale. Ma il filmato più importante mi pare essere ?Apollo 19 incident?, che mostra nella sua silenziosa drammaticità le immagini dell?interno del LM dopo l?incidente, riprese da una telecamera che fluttua. Immagini riprese senza volere, probabilmente da uno dei membri dell?equipaggio che ha lasciato accesa la telecamera stessa, dimenticandosi nei momenti drammatici dell?incidente di spegnerla. Si tratta di un documento fondamentale di tutta la vicenda.
?Moonwalker1966delta? sarebbe il comandante della missione spaziale fallita Apollo 19. Chiunque conosce la composizione degli equipaggi delle missioni dei progetti Gemini ed Apollo può risalire con una approssimazione molto buona alla sua identità, tenendo presenti le notizie che egli stesso ha dato di se stesso, spiegando il suo acronimo. Lascio a Luca Scantamburlo il privilegio di rivelarne l?identità se e quando lo riterrà opportuno?

  Ma le rivelazioni non terminano qui. Settimane fa sulla pagina di ?retiredafb? sul sito ?Revver? sono apparsi i link relativi a biografie che condurrebbero direttamente  alla persona di William Rutledge, che cesserebbe così di essere un personaggio fantomatico, assumendo un?identità ed un volto ben definito.
Come Luca può testimoniare, sono stato io a trovare sul sito ?USSR-Russian Aviation And Space Collectables? la foto della bandiera composta russo-americana firmata niente meno che da Alexei Leonov, foto che compare nella prima parte del filmato incriminato ?Apollo 20 Alien Spaceship On The Moon CSM Flyover? . E? stato un momento fondamentale nella mia ricerca.
  Per concludere posso affermare che le tante obiezioni erette come muri invalicabili attorno a questa vicenda si stanno sgretolando sotto il peso delle loro contraddizioni.
  Soprattutto estremamente opinabile il fatto circa l'impossibilità di mantenere segreta una partenza di un missile Saturno dalla base militare di Vandenberg. Proprio per il fatto che si tratta di una base militare, e per la semplice constatazione che la missione in questione vedeva coinvolta proprio l'U.R.S.S., anch'essa quindi coinvolta in tutta l'operazione, "cover up" compreso, per giunta sul suolo americano. Un razzo che parte, sicuramente visibile su tutta la costa occidentale, poteva essere fatto passare per un qualsiasi lancio di satellite. Per quello che ne sa la gente comune al riguardo, non vedo proprio il problema....per quanto concerne poi la preparazione di tutta la missione, lancio compreso, vale il fatto che sarebbe avvenuto entro un perimetro militare, con personale militare coinvolto, tenuto quindi al segreto, per di più con l'avvallo tacito dei sovietici, a conoscenza dell'intera operazione. Che cosa sappiamo di ciò che avviene in una base militare? Nulla. Quindi non vedo proprio nulla di strano. Sarebbe interessante verificare sui quotidiani statunitensi dell'epoca, se, per caso, si trova qualche notizia di avvistamenti di missili nel cielo occidentale americano nel periodo di ferragosto del 1976. E' possibile farlo? Se sì, perché nessuno ci ha ancora pensato? Solo il futuro ci dirà tutta la verità sulle missioni spaziali avvenute negli anni Sessanta e Settanta.

  Oggi il clima politico-culturale è in costante evoluzione. Se il segreto militare fu il collante di tutta una serie di operazioni avvenute in un clima di conflitto latente, di Guerra Fredda, oggi sembra prevalere, sotto l?influsso della nuova amministrazione americana, un clima di collaborazione planetaria.

  La stessa Chiesa Cattolica ha compiuto passi da gigante verso la possibilità di ammettere l?esistenza di vita intelligente nel cosmo. Le parole di Padre Josè Gabriele Funes, Direttore della Specola Vaticana, sono illuminanti a proposito: ?Come esiste una molteplicità di creature sulla terra, così potrebbero esserci altri esseri, anche intelligenti, creati da Dio. Questo non contrasta con la nostra fede, perché non possiamo porre limiti alla libertà creatrice di Dio. Per dirla con san Francesco, se consideriamo le creature terrene come "fratello" e "sorella", perché non potremmo parlare anche di un "fratello extraterrestre"? Farebbe parte comunque della creazione.? (L?Osservatore Romano, 14  maggio 2008)
Forse ci stiamo avvicinando ad un nuovo stadio della nostra evoluzione storica. Forse siamo finalmente pronti ad affrontare la nuova sfida, che arriva dallo spazio che circonda il pianeta Terra. Ci stiamo rendendo  conto che non siamo così speciali. Altri potrebbero esistere.
Finalmente saremo pronti ad accettare la Realtà: siamo parte di un universo che si evolve secondo molteplici trame, dando origine a più forme di vita.
A più intelligenze. Allora saremo realmente all?apice della nostra evoluzione. Ringraziamo la Luna: è stata ed è tuttora per noi una severa e silenziosa maestra.

© Paolo Rosati
20 luglio 2009


Diffuso su gentile concessione dell'Autore.
Per chiedere il permesso di riprodurre l'articolo, scrivere a:
moonlanded1976@yahoo.it

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